MASSIGNANO – Dopo San Benedetto e Monsampolo, questa è la prima volta di Vincenzo Di Bonaventura a Villa Santi di Massignano. “Autoctophonia festival”, rassegna teatrale tenuta e organizzata dall’attore marchigiano, si terrà infatti al Forever Young Teatro adiacente al ristorante Forever Young di Villa Santi.

Spiega Di Bonaventura: «Il nome della rassegna, “Solco e Semina” nasce dall’idea di trasmettere ai giovani la passione per l’arte più pura, cercando anche di far affiorare i talenti marchigiani». A questo scopo, nei suoi spettacoli Vincenzo Di Bonaventura si esibisce circondato da una scenografia scarnificata, proprio per far conoscere il mestiere dell’attore solista e le varie arti che caratterizzano il gioco recitativo.

Il progetto di Autochophonia Festival era partito grazie ad Antonio Santori, assessore alla Cultura di Sant’Elpidio a Mare che, prematuramente scomparso, è stato «l’unico amministratore che ha consentito a far progredire la cultura marchigiana autoctona e a puntare sui giovani – precisa Di Bonaventura – ed è per questo che dedichiamo a lui questa rassegna».

L’inaugurazione del festival è avvenuta domenica 29 giugno con “L’Edipo Re” di Sofocle e l’esibizione di Gams, sbandieratori che per l’occasione hanno “dato spettacolo” al Forever Young Teatro.

La programmazione di “Autochophonia” è molto ricca: oltre agli spettacoli riguardanti i grandi classici della letteratura, ci saranno anche appuntamenti fissi che si terranno ogni giovedì, incentrati sulla musica, la poesia, la danza e sul cinema degli autori contemporanei marchigiani.

Vincenzo Di Bonaventura, che ha alle spalle 30 anni di attività teatrale e 112 spettacoli, terrà inoltre dei laboratori su tutti i generi di teatro, al costo di 100 euro, per un minimo di 30 ore di lezione. Si tratta di un percorso che «prima cerca di capire l’universo che c’è dietro la parola – spiega l’artista – poi effettua un lavoro sulla gestualità. Seguirà l’uso della maschera di cuoio che “togliendo la faccia” dona espressività al corpo. Dopo aver compreso come “sgorga” la parola, si prende un racconto qualsiasi e lo si propone al pubblico nel linguaggio teatrale, rendendo le parole in immagine». Aggiunge Vincenzo: «Una delle cose più importanti del corso è che sarà l’allievo stesso a rendersi conto delle sue doti artistiche».

Conclude Di Bonaventura: «Questa quinta edizione del festival vuole diventare uno spazio sempre aperto, disponibile per chi ama il teatro e vuole praticarlo».

Una occasione da non perdere per chi vuole godere di spettacoli assolutamente coinvolgenti e soprattutto, per chi vuole lavorare con il teatro della Grande Scuola.

Ecco il programma:

•- venerdì 4 luglio, “Quattro Modi diversi per Morire“, una testimonialità orchestrale;

•- sabato 12 luglio, “Inferno” di Dante Alighieri, un concerto musicale;

•- domenica 13 luglio, “Don Chisciotte della Mancia”, lo spettacolo viene interpretato secondo i principi della Commedia dell’Arte italiana;

•- marted’ 15 luglio, “‘L mal ‘de fiori“, omaggio a Carmelo Bene

•- venerdì 23 luglio, “Il contrabbasso“, l’attore testimonia il suo malessere attraverso questo strumento musciale;

•- domenica 27 luglio, “Urlo & Kaddish” , qui si incontrano poesia, canto, jazz e musica psichedelica;

•- giovedì 31 luglio, “Poesie” di Nazim Hikmet, dove la poesia esprime la malinconia del ricordo;

•- giovedì 21 agosto, “Storie di una tigre ed altre storie“, omaggio a Dario Fo reinterpretato con il linguaggio del sud;

•- domenica 24 agosto, “Silenzio sostanziale“, il teatro diventa silenzioso e si basa sull’impressività;

•- sabato 30 agosto, “Gerstein“, tratto da “Il Vicario” di Rudolfh Hochhuth, un’orazione estraniante che vuole essere una dedica speciale all’eccidio ebraico.

Gli spettacoli inizieranno a partire dalle 21 e sono tutti ad ingresso gratuito.

Per l’iscrizione ai corsi è possibile contattare i responsabili al numero 3381042523 oppure scrivere a aikot@aikot27.it

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