SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla vicenda della mancata nomina del capogruppo in Consiglio comunale e e sul rimpasto di giunta prosegue lo scambio di vedute all’interno del Partito Democratico, con toni abbastanza accesi.
Il coordinatore comunale del Pd Felice Gregori risponde così alle polemiche sollevate dai compagni di partito Nazzareno Menzietti e Libero Cipolloni: «La situazione attuale è sicuramente anomala, ma ancor più imbarazzante è un atteggiamento poco responsabile da parte di Menzietti, che denota una scarsa capacità politica tanto da perpetrare, insieme a Cipolloni, situazioni poco edificanti come l’aver fatto mancare il numero legale in consiglio comunale, oltre alle loro numerose assenze da riunioni di maggioranza e da tutti i luoghi istituzionali e politici».
Gregori, riguardo al dibattito interno sul nome del capogruppo in Consiglio comunale, afferma che «la mia proposta di candidatura, come coordinatore comunale del Pd, è stata sottoscritta anche da Menzietti cosi come previsto dallo statuto del partito».
Sulla portata del suo ruolo, ribadisce che «le elezioni hanno coinvolto tutta la base popolare per eleggere i tre coordinatori comunali».

«Vorrei far presente a Menzietti che la nomina del capogruppo compete ai membri del Consiglio comunale, ovviamente con l’intervento consultivo del partito che si è già abbondantemente speso; in ogni caso questa situazione si è generata per una mancata condivisione da parte dei consiglieri stessi di cui fa parte anche Menzietti. Tale atteggiamento è irrispettoso nei confronti della città e dei colleghi consiglieri che si spendono concretamente».
Sul rimpasto di giunta auspicato da Menzietti, Gregori ricorda polemicamente che la competenza esclusiva in materia è del sindaco Gaspari, previa consultazione della coalizione.
«Relativamente all’intervento di Libero Cipolloni vorrei sottolineare che la coerenza da lui invocata dovrebbe essere esercitata in primis partecipando alle riunioni politiche, da cui lui è assente da ben nove mesi. E’ facile giudicare senza essere coinvolto. Così come ci è stato evidenziato durante la campagna d’ascolto – continua Gregori – sollecito tutti noi ad essere più responsabili, partecipativi e soprattutto concreti. Auspico che in futuro certe esternazioni vengano fatte nei luoghi deputati senza dover ricorrere a mezzi che danno sicuramente un risalto personale ma nel contempo una immagine poco lusinghiera di tutto il ceto politico ed in particolare del nostro partito».

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