dal settimanale Riviera Oggi Estate numero 730

SAN BENEDETTTO DEL TRONTO – Leandro Borracci, 28 anni, e Andrea Coccia, 30 anni, sono gli unici due sambenedettesi ad avere l’onore di fare gli arbitri nel campionato italiano di calcio di serie C1.
Conosciamoli meglio in questa intervista doppia:
Cosa vi ha spinto ad intraprendere la carriera arbitrale? Quando c’è stato il vostro esordio in C1?
Borracci: «Innamorato del giuoco del calcio, iniziai a giocare con Torrione e Flamengo e successivamente insieme a Giovanni Pompei (ex attaccante della Samb, ndr) fui acquistato dall’Ascoli. Col tempo, però, capii che non sarei mai divenuto un grande calciatore e a 17 anni decisi di restare nel calcio e affrontare una nuova sfida e una nuova esperienza. Ho esordito in C1 in Chieti-Martina del 30 aprile 2006 e caso ha voluto che nel Chieti giocasse proprio il mio ex compagno Pompei».
Coccia: «Giocavo come difensore nella juniores del Centobuchi, ma non ero un campione (in una partita contro la JRVS Ascoli l’attaccante che marcavo segnò quattro gol), e per rimanere nell’ambiente e guadagnarmi qualche soldino per l’Università a 19 anni decisi di frequentare il corso per arbitri di calcio. Il mio esordio è stato in Martina-Potenza dello scorso 8 marzo».
La vostra opinione sul difficile momento che sta attraversando la classe arbitrale italiana?
Borracci: «Io credo fortemente nel valore della classe arbitrale italiana, valore riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. A mio avviso all’estero c’è una cultura sportiva diversa da quella italiana: c’è più attenzione alle belle giocate piuttosto che agli errori dell’arbitro. L’arbitro spesso si trova a decidere in una frazione di secondo episodi in campo che a volte neanche la moviola dopo svariate angolazioni riesce a chiarire. Bisognerebbe accettare che gli arbitri possano sbagliare una decisione, così come campioni come Cristiano Ronaldo e John Terry possano fallire un calcio di rigore nella finale di Champions League».
Coccia: «Gli arbitri hanno sempre sbagliato e sbaglieranno anche in futuro, ma lo fanno in buona fede. Spesso gli episodi vengono troppo esasperati e si creano dei casi, bisognerebbe fare un uso più costruttivo della moviola».
Cosa si prova quando uno stadio intero inveisce nei tuoi confronti?
Borracci: «Cerco di essere distaccato e rimanere concentrato sulla partita».
Coccia: «La soddisfazione migliore per un arbitro è uscire dal campo ed essere riuscito a dare tutto. Poi qualcuno vince e qualcun altro perde purtroppo: è il calcio».
La gara più importante che hai diretto?
Borracci: « Anche se sarebbe ovvio dire una gara di C1 con maggiore presenza di pubblico, le due partite che mi hanno emozionato maggiormente sono state la semifinale di Coppa Italia Primavera Lecce-Juventus del 2005 in diretta tv e la prima volta che ho fatto il quarto uomo in serie B a Rimini».
Coccia: «La partita più importante è sempre la prossima».
Il sogno nel cassetto?
Borracci: «Pur soddisfatto dei risultati che ho conseguito fino ad oggi, è innegabile che il mio sogno sia di raggiungere la vetta della serie A come arbitro o anche come assistente».
Coccia: «Migliorarmi partita dopo partita per essere all’altezza degli impegni futuri».
Leandro Borracci, inoltre, recentemente è stato eletto presidente dai centonove associati della Sezione AIA (Associazione Italiana Arbitri) di San Benedetto, sita all’interno del Palazzetto dello Sport: «Voglio restituire gli insegnamenti ricevuti e l’esperienza maturata in questi anni, mettendola al servizio dei colleghi più giovani. Invitiamo ragazzi e ragazze ad iscriversi al nuovo corso gratuito che inizierà il prossimo settembre. Un gruppo di amici che pratica una maniera diversa di fare sport, oltre ad avere il vantaggio di ricevere rimborsi spese e la tessera federale che permette di entrare gratuitamente in tutti gli stadi d’Italia fino alla serie A».
Oltre a Borracci e a Coccia, l’AIA di San Benedetto vanta in serie C un assistente (Stefano Veccia), mentre in serie D un arbitro (Gian Pietro Vallorani) e un assistente (Eugenio Pignati), a cui si dovrebbe aggiungere, facendo i dovuti “scongiuri”, l’arbitro Carlo Crescenzi. Ci sono anche ben sei “fischietti rosa”: Pacifica Malatesta, Alessandra Carminucci, Barbara Montagna, Alessandra Cosenza, Valeria Ciabattoni e Marina Capriotti.

servizio video a cura di Oliver Panichi

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