ANCONA – Combattere forme di illegalità nella gestione delle batterie al piombo esauste. Dopo la firma del protocollo d’intesa tra Regione Marche, Upi e Anci Marche, Legambiente e Cobat (Consorzio obbligatorio delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi), un’altra iniziativa per incentivare la raccolta e il successivo riciclo di questi rifiuti considerati pericolosi e altamente inquinanti per l’ambiente, un seminario tenutosi il 26 giugno ad Ancona presso la sede della Regione.

Sono state analizzate forme di illegalità più o meno diffuse, riscontrate sul territorio da parte di operatori occasionali interessati alle batterie al piombo esauste, specie a seguito dell’aumento delle quotazioni del piombo metallo. «Un fenomeno – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani – che ha favorito la nascita di un mercato attorno alle batterie esauste e da cui possono derivare gravi rischi per la salute e per l’ambiente. E’ dunque fondamentale impegnarsi per contrastare e prevenire situazioni di illegalità, attraverso una corretta gestione dei rifiuti e un efficace sistema di controllo».

Ad oggi sono 129 i Comuni convenzionati con il Cobat che usufruiscono del servizio di ritiro periodico delle batterie (corrispondenti al 78% della popolazione regionale), nel 2007 ha raccolto e inviato a riciclo nelle Marche oltre 5700 tonnellate di batterie, con una crescita del 12,9% rispetto al 2006.

Tuttavia, ancora diverse tonnellate di queste sfuggono a un corretto riciclo di recupero, andando ad alimentare sacche di dispersione in alcuni settori specifici, tra cui i centri urbani dove spesso le batterie sono abbandonate o depositate all’interno dei contenitori adibiti alla sola raccolta dei rifiuti solidi.

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