GROTTAMMARE – In occasione della giornata mondiale del Rifugiato, l’assessorato alle Politiche Sociali di Ascoli Piceno ha riunito venerdì 20 giugno nella sala di rappresentanza del comune di Grottammare operatori e beneficiari dei progetti in corso a Grottammare, Ripatransone, Porto San Giorgio e Monteleone di Fermo.

«Un tema attuale e a volte sconosciuto – secondo l’assessore provinciale alle Politiche sociali Licia Canigola – che abbraccia un ampio panorama di problematiche e viene affrontato in maniera complessa con progetti articolati che prevedono sostegni pratici, psicologici ed economici. La nostra motivazione è quella di garantire a tutti i cittadini del mondo che arrivano nel nostro territorio con un bagaglio di sofferenza, la possibilità di sentirsi a casa e liberi, come dovrebbero sentirsi in ogni Paese del mondo».

L’incontro tra rifugiati e strutture dedicate avviene grazie al Ministero dell’Interno che ha un filo diretto con gli enti locali e con i 112 progetti territoriali attivi in Italia. Tra questi è compresa la “Casa del Sol” di Ripatransone, un centro di accoglienza dotato di due abitazioni dedicate a gestanti, madri con figli a carico e donne vittime di violenza o di tratta gestito dalla Provincia e attivo dal 13 giugno 2006. Attualmente vi sono ospitate 17 persone, 12 donne e 5 bambini di diverse nazionalità e ad alcune è già stato trovato un lavoro, mentre sono 38 le persone aiutate in tutto dall’apertura.

«A Grottammare è attivo dal 2007 un progetto grazie a cui sono ospitati 23 rifugiati in 5 appartamenti – ha raccontato Daniele Mariani, consigliere del Comune di Grottammare – e la risposta forte e positiva della cittadinanza è per noi spinta e sostegno a questo e altri progetti in corso, come quello che coinvolge i bambini del Saharawi».

A Porto San Giorgio dal 2006 è invece gestito dal “Gruppo Umana Solidarietà” uno speciale progetto che si rivolge ai richiedenti asilo più vulnerabili, cioè i disabili, i minori, gli anziani o i genitori soli con prole.

«Ci prendiamo cura di persone – ha spiegato la responsabile Franca Angeli – che vanno seguite in maniera più attenta e da un’equipe più specifica».

A Monteleone di Fermo invece c’è la “Casa di Mattoni” che ospita 16 minorenni: «La nostra struttura – ha spiegato Eugenio Solla – è aperta da un anno e mezzo, e ha messo in campo diverse progettualità, tra cui anche una radio web. Il nostro approccio è diverso: l’obiettivo è quello di disintegrare le differenze mettendo in contatto le persone e uscendo dalle comunità per raccontare le vere storie di questi ragazzi. Vogliamo far capire – ha proseguito Solla – che i rifugiati non sono clandestini o galeotti ma persone che spesso cominciano il loro viaggio di speranza da bambini e non riescono ad arrivare in Italia prima di diversi anni, grazie ai sacrifici delle madri che hanno fatto di tutto per garantire ai propri figli una vita migliore di quella che avrebbero altrimenti avuto».

Sono quasi 11 milioni e mezzo i rifugiati nel mondo, di cui circa 20 mila sono in Italia. Gran parte di essi provengono dall’Afghanistan (oltre tre milioni, il 27%) e dall’Iraq (due milioni e trecentomila, il 20%) ma anche dal Sudan, (523.000), Somalia (457.000), Burundi (376.000), Repubblica democratica del Congo (370.000) e molti altri Paesi. Nel 2000 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha fissato il 20 giugno come la Giornata Mondiale del Rifugiato, un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione di queste persone.

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