SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per ora, sembra più che altro una imbellettata: cambio del nome, nuovo logo, nuovo sponsor (la Umbro). La Serie C, infatti, non esiste più: dal campionato 2008-09 la Samb parteciperà alla Lega italiano calcio professionistica, abbreviata in Lega Pro. Il presidente Mario Macalli lo ha annunciato al termine della riunione di fine stagione della Lega di Serie C che si è svolta all’Ac Hotel di Firenze.
Perché questa scelta? «La denominazione Serie C troppo spesso veniva considerata declassificante rispetto al vero valore di questa categoria» spiega il presidente Macalli. Considerazione che non ci affascina molto, anche perché, siamo sicuri, tutti continueranno ad adoperare per molto tempo il termine “Serie C”.
Ad ogni modo, la novità più concreta dell’incontro è quella riguardante la composizione delle rose: non sarà consentito, per le società di C1, tesserare più di diciotto calciatori professionisti, mentre in C2 il limite è fissato a 15. Per il resto, sarà possibile utilizzare il numero dei giovani del vivaio illimitatamente: questa norma, sicuramente, agevolerà quelle società che hanno un buon settore giovanile. Sono oltretutto previsti incentivi per le formazioni che impiegano calciatori nati dopo il 1987.
Nulla è stato ancora deciso riguardo la divisione geografica dei gironi: «Aspettiamo l’elenco delle aventi diritto e poi faremo esercizio di buon senso, partendo dal buon risultato riscontrato la scorsa stagione» spiega Macalli. Per la Samb, comunque, si profila un inverno di lunghe trasferte: non ci sono più formazioni marchigiane in Serie C1, mentre in Abruzzo è rimasto il solo Pescara. Ad ogni modo, i due gironi della passata Serie C1 verranno chiamati campionato di Prima Divisione, mentre i tre gironi di C2 saranno chiamai di Seconda Divisione. Ogni girone sarà composto da 18 squadre.

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