SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si potrebbero definire i dieci metri della discordia, quella fascia delle concessioni demaniali balneari fra i 25 e i 35 metri dal limite ovest, sulle quali il Comune ha varato una nuova interpretazione delle norme architettoniche che però avrà ben pochi effetti pratici questa estate.
Benito Rossi (circolo Alleanza Nazionale di Porto d’Ascoli) la pensa così: «Sono il frutto della non responsabilità politica, il sindaco Gaspari si è trovato praticamente solo a gestire una situazione dove invece il Consiglio comunale avrebbe dovuto esprimersi. Non si mette in discussione l’operato del dirigente Germano Polidori, che è stato sollecitato formalmente dal siindaco ad esprimersi, ma il risultato di una maxi circolare, un percorso interpretativo dell’ultimo Piano di spiaggia approvato a suo tempo, pesato e filtrato da una intera conferenza dei servizi».
Il paradosso, secondo Rossi, sarebbe legato anche al fatto che nell’ultimo Consiglio comunale la discussione tra consiglieri e giunta si sia incentrata sui paletti, sulle funi e sul tipo di vernice da adoperare per verniciare i paletti da apporre tra spiagge libere e private, ponendo così limiti operativi elementari al Dirigente.
«Ma poi, per decidere cosa fare su una fascia larga dieci metri e lunga 4 km circa, il Dirigente viene invitato formalmente dal Sindaco ad interpretare l’ultimo piano di spiaggia approvato dalla conferenza dei servizi. Questa circolare – sostiene Rossi – è il frutto di una carenza di coraggio politico, si sarebbero dovuti fornire indirizzi attraverso il Consiglio comunale».

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