ASCOLI PICENO – Pubblichiamo integralmente un comunicato stampa del presidente della Provincia Massimo Rossi, in risposta all’inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera, venerdì 13 giugno, relativamente ad una inchiesta condotta dal giornalista Sergio Rizzo (tra l’altro co-autore, insieme a Gian Antonio Stella, del best-seller “La Casta”) alle pagine 2 e 3.
La foga distruttiva di Sergio Rizzo che, con il collega Gian Antonio Stella, è ormai il principe dei fustigatori dei corrotti costumi della pubblica amministrazione, non si ferma neppure dinanzi al rischio di travolgere chi c’entra ben poco con i nobili e ben remunerati intenti della sua pubblicistica: nel fondo apparso ieri sul “Corriere della Sera“, nell’impeto di additare al pubblico ludibrio le consulenze d’oro che costellano il nostro Paese, onora la Provincia di Ascoli Piceno di una citazione che, oggettivamente, mal si concilia con il tono dell’articolo.

E infatti l’autore, rendendosi conto che era difficile accostare incarichi da centinaia di migliaia di euro di cui fa menzione nel pezzo con i 20 mila spesi per una rassegna come “Saggi Paesaggi”, dovendo in qualche modo trovare una “chiusa” ad effetto se la prende con i nomi delle agenzie di comunicazione e di ufficio stampa che, anch’esse per cifre davvero modeste, hanno fatto si che mai come quest’anno “Saggi Paesaggi” fosse alla ribalta nazionale con servizi su tutte le maggiori testate televisive e cartacee. Egli non sa, per esempio (ma non si usa più nel giornalismo verificare le notizie?), che se siamo riusciti a spuntare prezzi così contenuti, è stato grazie ad una serie di sinergie che si sono sviluppate proprio dentro la rassegna: per dirne una, l’agenzia “Parole e Dintorni“, una denominazione che fa sbellicare dalle risa Rizzo, è stata ingaggiata ad ottime condizioni perché cura la comunicazione di Giovanni Allevi, una delle figure artistiche di richiamo di “Saggi Paesaggi”.

Poiché comunque ci ostiniamo a credere nella buona fede delle persone, abbiamo inviato a Sergio Rizzo una memoria che riepiloga il significato di “Saggi Paesaggi” nella speranza che, conoscendo meglio la filosofia del progetto, la sua professionalità gli faccia riconoscere di aver preso una cantonata.

Chi invece usa ogni pretesto come strumento di propaganda politica a buon mercato, anche quando il pretesto, come in questo caso, è inconsistente, è il “solito duo” Castelli-Brugni. La felice coppia della destra locale coglie l’occasione per regalarsi un altro quarto d’ora di notorietà e rimpasta le medesime accuse di sempre. Per l’ennesima volta allora spiego (non a loro, che tanto non hanno alcun desiderio di capire) che gran parte degli incarichi attribuiti dai dirigenti della Provincia, che per questo si assumono precise responsabilità contabili, sono legate alle attività formative finanziate dal Fondo Sociale Europeo. Incaricare docenti o totur per specifiche materie è non solo previsto dalle norme che regolano la gestione dell’FSE ma è indispensabile, visto che la Provincia non dispone di “tuttologi”. Oppure vi sono incarichi alle Università e ad esperti per studi specifici volti a realizzare progetti innovativi per lo sviluppo del territorio, sempre per professionalità di cui l’Ente non dispone. Naturalmente dal “solito duo” neppure una parola sul fatto che la Provincia ha azzerato gli incarichi per l’attività legale, visto che il contenzioso viene gestito dall’Avvocatura dell’Ente, oppure per la progettazione di scuole, strade, messa in sicurezza dei corsi d’acqua e così via, tutto lavoro svolto dai tecnici interni. Di questo modo di amministrare il denaro pubblico andiamo orgogliosi.

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