SAN BENEDETTO DEL TRONTO – *Di seguito, riportiamo integralmente un comunicato ufficiale del presidente Gianni Tormenti.
Prima di iniziare permettetemi in apertura di salutare tutti i sostenitori della Sambenedettese che ci sono stati vicini con grande calore nella stagione appena conclusa.

Abbiamo deciso di indire questa videoconferenza per fare luce sul momento della Samb. E’ stato scritto e detto tanto su questa società, sulla propria dirigenza e sul proprio futuro e ci sentiamo in dovere di fare chiarezza esplicitando il nostro pensiero.

Partiamo col dire che da questo momento la Sambenedettese Calcio non è più sul mercato e dunque da lunedì prossimo ripartirà la nostra programmazione in vista della stagione 2008/09 ormai alle porte.

Dapprima ci occuperemo dell’iscrizione del club al prossimo campionato. Su questo punto mi piacerebbe aprire una parentesi per ricordare che da quando la nostra famiglia ha rilevato dal fallimento la Sambenedettese nell’estate del 2006 salvandola dal secondo tracollo nelle serie dilettantistiche non vi sono mai stati contrattempi nell’iscrizione del club al campionato come invece accade ormai spesso in molte piazze calcistiche e come è accaduto qui a San Benedetto per diversi anni.

Una volta espletate tutte le pratiche burocratiche per l’iscrizione della Samb inizieremo ad occuparci delle scelte tecniche, ovvero a mettere insieme lo staff tecnico e a rafforzare la squadra.

Proprio circa la squadra mi piacerebbe sottolineare come nella stagione da poco terminata il nostro obiettivo è stato raggiunto, quello di preparare una base solida sulla quale lavorare per costruire una squadra competitiva nel panorama calcistico di Serie C1.

Inizialmente, per qualche errore non imputabile direttamente alla gestione societaria, abbiamo fatto fatica. Alla fine però siamo stati ripagati ottenendo la salvezza sul campo con una giornata di anticipo e dunque la permanenza in serie C1.

E’ vero che la penalizzazione del Lanciano ci ha favoriti, ma è anche vero che senza il successo a tavolino della Massese a Taranto la salvezza sarebbe arrivata ugualmente sul campo.

Ripartiamo ora da una base importante poiché abbiamo sotto contratto 18 giocatori, tra cui elementi che, opportunamente inseriti in un progetto di crescita, avranno la possibilità di fare la differenza. E’ su questo gruppo di partenza che saranno fatti degli innesti mirati di atleti che sicuramente apporteranno qualità alla squadra.

Il nostro obiettivo è quello di costruire una Samb che sappia essere protagonista nella prossima stagione nel rigoroso rispetto delle voci di bilancio – una serietà, questa, che ci ha sempre contraddistinti – al fine di garantire continuità anche nel caso di risultati inattesi.

Ci rende orgogliosi far notare come da quando siamo proprietari di questo club tutti gli stipendi, i contributi, i fornitori di vario genere, siano stati pagati con precisione assoluta, cosa davvero non comune nel mondo del calcio, soprattutto in quello di serie C nelle cui casse il più delle volte le spese superano notevolmente i ricavi.

Analizzando rapidamente infatti i bilanci dei due anni di gestione della nostra Famiglia salta all’occhio come nonostante gli oltre duemila abbonamenti, nonostante le sponsorizzazioni, gli incassi dei botteghini, le contribuzioni di lega, le cessioni dei cartellini ed altro, il nostro club ha dovuto affrontare una spesa pari a più del doppio degli introiti.

Questo perché non sempre si pensa a quanti esborsi economici deve affrontare una società calcistica oltre agli stipendi di tutti i tesserati della prima squadra e del settore giovanile. Un piccolo appunto va fatto anche per la mia figura, quella dei miei fratelli e di mio nipote che da due anni occupano un ruolo dirigenziale all’interno del club con uno stipendio mensile pari a zero euro.

Dopo questo excursus riguardante la sfera economica della Sambenedettese passiamo ora ad analizzare il settore giovanile della nostra società.

Credo che la serietà del nostro progetto si rispecchi proprio in quello che stiamo facendo per i giovani atleti sambenedettesi. Il vivaio rossoblu per anni ha sfornato giocatori che sono riusciti a calcare palcoscenici importanti in Italia. Lo stesso Palladini che è approdato nuovamente alla Sambenedettese, dopo aver cavalcato campi di gioco della massima serie, è un risultato del settore giovanile della Samb. Peccato che quando la famiglia Tormenti ha rilevato la “società” il settore giovanile fosse “inesistente”. Abbiamo provveduto a costruire una equipe di allenatori e dirigenti che curasse la crescita dei nostri giovani ed i risultati sono stati immediati. Già quest’anno abbiamo visto diversi ragazzi esordire con la maglia rossoblu e molti prenderanno parte al ritiro estivo nella speranza che qualcuno di essi possa dare il suo contributo nella prossima stagione calcistica. Tutto ciò che questa squadra ha ottenuto è stato, inoltre, conseguito senza gli adeguati impianti sportivi, necessari a soddisfare adeguatamente le esigenze degli atleti.

Passando a spiegare le motivazioni che ci hanno spinto a mettere in vendita la società, dobbiamo innanzitutto analizzare l’importanza sociale che la Sambenedettese Calcio riveste per la città di San Benedetto del Tronto e per tutto il comprensorio. Dobbiamo fare un passo indietro poiché questo argomento era già stato sollevato da noi nei confronti dell’amministrazione pubblica quando diventammo proprietari del club. I colori rossoblu sono da sempre un’importante aggregante sociale visto il viscerale ed incondizionato attaccamento ad essi di gran parte della comunità sambenedettese. La nostra gestione è intenzionata a rinnovare il connubio fra la cittadinanza e la squadra, affinché vengano divulgati soprattutto fra i giovani i valori etici e morali di uno sport nobile come il calcio.

È dallo scorso anno che ci muoviamo in questa direzione portando i nostri atleti nelle scuole a diretto contatto con gli studenti. Inoltre è stato fatto presente alla pubblica amministrazione come gran parte degli stipendi che vengono elargiti ai tesserati della Sambenedettese vengano poi spesi dagli stessi negli esercizi commerciali della città e come dalle casse della società rossoblu escano importanti somme di denaro che finiscono proprio nelle entrate del Comune. Pensiamo ad esempio all’Aipa, associazione incaricata della riscossione delle imposte sulla pubblicità, che ha ricevuto dagli sponsor del nostro club quasi 40 mila euro che la Samb ha dunque donato a questa cittadina.

A tutto questo va aggiunta la questione stadio. Il progetto da noi presentato non aveva alcun fine immobiliare (come qualcuno in modo malizioso ha cercato di etichettarlo) poiché i guadagni ricavati dalla realizzazione di tale progetto sarebbero stati tutti interamente reinvestiti nel club di questa città ed invece anche questo è stato fatto passare come nostro”tentativo” di guadagno. Da qui è scaturita una pesante polemica con la pubblica amministrazione e noi teniamo a precisare che la famiglia Tormenti non si aspettava che il Comune elargisse soldi alla Samb, bensì che questo fosse almeno presente in una vicinanza sinergica al fine di portare il club ad alti livelli. Purtroppo siamo stati lasciati soli!

Per questi ed altri motivi abbiamo deciso di dichiarare cedibile la società essendoci sentiti presi in giro. La delusione era molta eppure non abbiamo lasciato il club nelle mani del primo compratore che abbia bussato alla nostra porta. Abbiamo ricevuto moltissime offerte e le abbiamo analizzate tutte con massima attenzione perché, tenendo a questa squadra, volevamo che chi la acquistasse fosse in grado di garantire la continuità del progetto da noi iniziato.

Nessuno ci ha davvero convinti e così, insiemi a tutti quelli che fino ad oggi ci hanno sostenuto in questo percorso (i nostri collaboratori che nel silenzio assoluto hanno dato tutto quello che potevano, i nostri tifosi ed i nostri sponsor che sono la linfa vitale del progetto) abbiamo deciso di ripartire per lasciare un segno tangibile del nostro attaccamento ai colori rossoblu.


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