SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’emergenza casa al primo posto dell’agenda politica. E’ la dichiarazione di intenti del capogruppo degli ex Ds in Consiglio comunale, Silvano Evangelisti, dopo l’incontro della maggioranza con la consulente urbanistica Luigina Zazio, che ha riferito sul suo lavoro riguardante il Piano Casa.
Si tratta di una strategia che prevede due tipi di bandi ad evidenza pubblica e che coinvolgendo i privati punta a ricavare un certo numero di appartamenti di proprietà comunale, da destinare agli affitti con prezzo calmierato. La visione di fondo è “basta con i ghetti”. L’edilizia sociale, per le giovani coppie o per le fasce di popolazione più svantaggiata, non deve concentrarsi in zone ben definite, perché si è visto che sono tanti i problemi di integrazione che si vengono a creare, ma deve essere diffusa lungo il territorio sambenedettese.
E allora il Comune ha intenzione di aprire due bandi. Il primo è focalizzato sugli edifici privati fatiscenti, degradati, in cui da almeno un anno sono state staccate le utenze. Ma anche sui capannoni industriali dismessi. I proprietari o le imprese interessate possono presentare un Pru (piano di riqualificazione urbana) con uno studio di fattibilità sulla trasformazione abitativa dell’immobile. Il Comune acquisisce al suo patrimonio il 10 o il 15% di quanto viene realizzato: appartamenti, quindi, che diventano di proprietà comunale o che vengono affittati per 25 anni a prezzi calmierati.
Oltre alla cessione gratuita di questa quota, il privato deve sostenere il costo degli standard, cioè dei servizi, che devono affiancare la nascita di una nuova zona abitativa, ma vede concretamente valorizzarsi una sua proprietà. Standard che possono essere sostenuti dal privato anche in altre zone della città.

Sono escluse da questo bando le aree agricole, l’area artigianale di via Pasubio e il centro storico (Paese alto e centro). Su quest’ultima zona vige un Piano particolareggiato ad hoc.
Il secondo genere di bandi che l’amministrazione comunale intende promuovere riguarda il recupero del patrimonio immobiliare pubblico a fini abitativi. Sono state individuate 13 zone della città (fra cui via Bianchi, via Manara, via Saffi) in cui ci sono proprietà pubbliche “da valorizzare”.
Il privato che si aggiudica la gara si impegna a realizzare unità abitative, cederne il 10% al Comune e, in alcuni casi, realizzare opere accessorie nel comparto. Ad esempio, nell’area di via Saffi, una piazza con parcheggi oppure degli ascensori per abbattere barriere architettoniche.
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