SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Solo chiacchiere con Foglia e Oliveri, nemmeno da prendere in considerazione (visto il passato) la candidatura di Di Mascio e Paoloni che scappa e spegne il telefono appena gli viene chiesta una piccola garanzia. A questo punto, salvo imprevisti (leggasi interessamento di altri possibili acquirenti), pare proprio che la Samb rimarrà in mano alla famiglia Tormenti.

Famiglia Tormenti che, restando al timone della Samb, dovrà giocoforza districare diversi nodi di una situazione a dir poco complessa.

1) Sarà imprenscindibile ristabilire un rapporto, anche minimo, con l’Amministrazione Comunale. Una squadra di serie C, quale la Samb, non può andare lontano se non c’è dialogo fra i suoi proprietari e chi rappresenta la cittadinanza.

2) Doveroso anche chiarire una volta per tutte la discussione avuta, dopo la trasferta di Potenza, all’Autogrill di San Severo con quella “minoranza” di tifosi (la colonna portante della Curva Nord) che da allora ha deciso di non presenziare più alle partite casalinghe della beneamata.

3) Costruire una squadra in grado di puntare al raggiungimento dei play-off, come anticipato dai Tormenti stessi nell’eventualità che non fossero riusciti a passare la mano. Una piazza calda e con grande tradizione calcistica quale San Benedetto, che per due anni è stata paziente e comprensiva, difficilmente “digerirebbe”, infatti, un altro campionato di basso profilo.

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