SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è chi parla di “cartelle pazze” per l’Ici, dato che anche il Comune si sente in obbligo di smentire e spiegare con un comunicato intitolato “nessuna cartella pazza per l’Ici”.
In realtà, la fila di contribuenti disorientati nell’apposito sportello di viale De Gasperi c’è, anche perché il 16 giugno scade il termine per pagare il 50% dell’Ici dovuta per gli immobili che sono prima abitazione o assimilate alla prima abitazione (a San Benedetto, gli immobili dati in comodato gratuito ai parenti).
E c’è anche chi, come il consigliere comunale del Pdl Pasqualino Piunti, protesta a viva voce contro un’operazione definita “farraginosa”.
Veniamo al punto: dopo il recente provvedimento del Governo Berlusconi, è stata abolita l’Ici sulla prima casa e anche sulle relative pertinenze (garage, posti auto, fondaci, soffitte). Pertinenze sulle quali il Comune di San Benedetto applica da anni l’aliquota dovuta per le abitazioni principali.
Ora però succede che nelle case dei sambenedettesi arrivi la comunicazione delle ultime novità introdotte nelle norme fiscali (l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e sulle sue pertinenze, appunto), con allegati dei bollettini di pagamento precompilati in cui viene indicata la somma dovuta proprio per le pertinenze dell’abitazione principale. Da cinque anni, a differenza di molti altri Comuni, il Comune di San Benedetto infatti non si limita ad inviare ai contribuenti i bollettini, ma li invia con l’importo già indicato dell’Ici dovuta, sulla base dei dati in possesso, che sono quelli dichiarati dai contribuenti stessi.
Com’è possibile però che il Comune chieda il pagamento per dei beni esentati dalla tassa? Piunti protesta, dicendo che si tratta di una scelta paradossale che comporterà un surplus di lavoro evitabile per gli uffici comunali. «Mi è stato assicurato che coloro che verseranno cifre non dovute verrano rimborsati automaticamente, senza che ne facciano richiesta. Ma non si poteva evitare?».
Queste sono le motivazioni addotte dal Comune in una nota dell’ufficio stampa: «La normativa Ici (decreto legislativo 504/92) impone l’obbligo di dichiarazione ogni qualvolta cambia la modalità di determinazione dell’imposta. Per quanto riguarda le pertinenze dal 1995, ancor prima che nel 2001 venisse cambiata la normativa che le disciplina, il Comune di San Benedetto ha deciso di applicare l’aliquota dell’abitazione principale a tutti i garage (C6) o posti auto (C7), anche a quelli posseduti da soggetti non residenti, ovvero nel caso di pertinenze non afferenti ad abitazione principale. Per ottenere dunque l’esenzione Ici disposta dal D.L. 93/2008, relativa alla pertinenza della prima casa, i proprietari di immobili C6 (garage), C7 (posti auto), C2 (magazzini, fondaci, soffitte, ecc) devono comunicare le pertinenze via e-mail (tributi@comunesbt.it) o via fax (0735.794422) o rivolgendosi allo sportello (viale De Gasperi 120, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30 e il martedì e giovedì anche dalle 17 alle 18, ma la scadenza per il pagamento tutt’ora vigente è lunedì 16 giugno)».
Perciò i sambenedettesi che si sono visti arrivare bollettini con cifre da pagare per garage e posti auto relativi alla propria abitazione principale non temano: non si tratta di un errore o di una pretesa iniqua. Semplicemente, vuol dire che il Comune non era a conoscenza della presenza di queste pertinenze e che pertanto bisogna comunicarle al Palazzo tramite una dichiarazione. Preferibilmente via mail o fax, per evitare le estenuanti file prima della scadenza del 16 giugno.

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