SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcosa si muove: se non sono serviti appelli, libri, comitati, parlamentari, stavolta il governo Berlusconi sembra aver messo nel mirino la nascita delle tre nuove province italiane, prevista nel 2009: Monza, la tricefala Bat (Barletta, Andria, Trani) e la “bonsaissima” Fermo. Decisione motivata con la necessità di limitare le spese statali, con una previsione futura di eliminare del tutto le province (come doveva accadere con la costituzione delle Regioni, nel 1970). A tal proposito, il provvedimento dovrebbe essere inserito in un decreto legge da approvare nei prossimi giorni, anche se la Lega sembra contraria, avendo appoggiato la nascita della provincia brianzola.

Ma vista la situazione, e gli stridii dei politici del fermano, con il sindaco Saturnino Di Ruscio in testa (una nuova carica di presidente provinciale fa gola a molti, così come la corte di assessorati e dirigenti che dovrà spuntare, a danno delle tasche degli stessi fermani), sarebbe il caso, invece, che i tanti politici contrari alla proliferazione delle province facessero sentire la propria opinione, indipendentemente dalla posizione politica. Anche perché i cittadini sarebbero tutti dalla loro parte.

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