ROMA – Manifestazione di pescatori provenienti da tutta Italia per protestare contro l’aumento del prezzo del gasolio. Secondo le forze dell’ordine all’Eur, sotto la sede del Ministero dei Trasporti, che ospita la Direzione generale della Pesca, vi sono stati almeno tremila dimostranti.
Presenti anche 150 esponenti della marineria sambenedettese, partiti mercoledì mattina a bordo di tre autobus.
Le associazioni armatoriali e cooperative hanno diramato un documento unitario dopo l’incontro con l’onorevole Paolo Scarpa, presidente della commissione Agricoltura della Camera e del Senato, in attesa di incontrare il ministro Zaia a Verona il 16 giugno prossimo.
Le associazioni hanno insistito sulla necessità di un fermo urgente per la pesca a strascico e per la pesca con volante, categorie in cui il costo del gasolio incide sul 60% dei ricavi.
Un fermo pesca con indennizzi ad armatori ed equipaggi, articolato su base continuativa o diluita, su base volontaria. Poi i pescatori chiedono l’emanazione immediata del bando per i ritiri delle imbarcazioni, con premi defiscalizzati e pagamenti accelerati alle imprese, e l’estensione dell’Iva agevolata e della cassa integrazione dal settore agricolo a quello della pesca.
Un pacchetto di misure, affermano le associazioni, che anche se approvato avrà efficacia solo nel breve termine, non a lungo termine, dati i problemi strutturali del settore.

Le due commissioni hanno espresso solidarietà ai pescatori, assicurando iniziative parlamentari bipartisan e auspicando che si normalizzi la situazione nei porti, bloccati da uno sciopero europeo che dura da più di una settimana.

Fra i documenti allegati, il testo integrale del comunicato unitario delle associazioni di categoria della pesca dopo l’incontro con la commissione Agricoltura della Camera e del Senato

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