SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sciopero dei pescatori, il capogruppo Udc ed ex assessore alla Pesca della precedente amministrazione comunale Marco Lorenzetti illustra le sue proposte all’amministrazione comunale per intervenire nell’ambito delle sue competenze.
«La giunta può decidere di abbassare i diritti di asta al Mercato Ittico comunale, come fece a suo tempo la giunta Martinelli. Ricordiamo che quella struttura frutta un utile di circa 230 mila euro annui per il Comune».
Lorenzetti poi aggiunge: «Si possono abbassare le tasse per l’uso dello scalo d’alaggio, e poi si può intervenire sulle modalità di attuazione del fermo biologico estivo. Nel 2005 si bloccò la pesca prima da Trieste a Porto San Giorgio, e poi da Porto San Giorgio a Manfredonia. Così ci guadagnava l’indotto, dato che San Benedetto ebbe pesce fresco tutta l’estate, perché i commercianti si rifornivano a Porto San Giorgio. E ci guadagnavano i pescatori, perché il pesce saliva di prezzo».

Nei giorni scorsi Lorenzetti ha posto all’attenzione dei capogruppo di maggioranza del PD Silvano Evangelisti e Fernando Palestini una bozza di ordine del giorno dove si chiede che il Governo emani un fermo biologico “spalmato nel tempo e prolungato”.

L’esponente dell’Udc poi ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale in seduta permanente con il coinvolgimento delle città delle marinerie interessate, una procedura straordinaria possibile in casi d’emergenza.

«Si tratta di una crisi senza precedenti dove occorrono risposte immediate da parte del Governo in carica e dell’Unione Europea, nel contempo occorrono decisioni celeri anche da parte dell’amministrazione comunale per contenere ulteriori danni economici agli armatori, commercianti e ristoranti della città».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 949 volte, 1 oggi)