SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si chiama Italian Basket Camp ed è un torneo cestistico che darà la possibilità ad atleti di diversa nazionalità di gareggiare, mettersi in mostra e allenarsi con tecnici internazionali. E perché no, di visitare le bellezze della Riviera.
Daniele Aniello, ideatore del camp, e Domenico Valori, collaboratore per l’edizione 2008, ci raccontano come nasce e si sviluppa l’idea dell’Italian Basket Camp.
Aniello, qual è l’origine del torneo?
«L’idea di una manifestazione internazionale in Italia è nata quando ero in Irlanda come giocatore. Molti cestisti mi chiedevano del mio Paese e di come fosse la situazione del basket. Quindi mi sono informato sulle regole per far giocare gli atleti stranieri in un torneo pensato per chi vuole muovere i primi passi in questa disciplina».
Siete alla quarta edizione, come si è evoluta la manifestazione?
«La prima edizione si è svolta ad Ascoli nel 2005 ottenendo un riscontro tale che gli anni seguenti, fino ad oggi, sono la conseguenza delle numerose richieste di partecipazione che ho ricevuto. L’anno scorso, infatti, ho dovuto cercare una struttura più grande e il Camp si è svolto a Ponte San Giovanni, dove avevamo a disposizione una struttura più attrezzata. Quest’anno insieme a Domenico Valori abbiamo pensato di portare la manifestazione a San Benedetto e di sfruttare il PalaSpeca, considerando anche la vicinanza del nuovo Ostello della Gioventù che faciliterà il problema degli spostamenti».
Qual è il programma settimanale?
«La manifestazione è a metà tra un Camp e una Summer League. I primi giorni, dal lunedì al mercoledì, sono di preparazione: i giocatori hanno la possibilità di allenarsi con tecnici italiani e stranieri e saranno visionati da talent scout internazionali, tra cui Michael Joergensen, allenatore e scout della Danish League. Il giovedì inizierà il torneo vero e proprio.
Le novità di questa edizione?
Spiega Domenico Valori: «L’ultimo giorno, un coach americano terrà un corso di formazione per gli allenatori locali che riceveranno un riconoscimento formale dell’aggiornamento tecnico. Per avere un movimento più ampio, inoltre, abbiamo creato un torneo giovanile tre contro tre che si svolgerà parallelamente all’aperto, fuori dal PalaSpeca».
Quanto è importante questo Camp per il basket locale?
«E’ una pubblicità per lo sport, ma anche l’occasione per confrontarsi con realtà agonistiche e umane diverse. Lo scorso anno hanno partecipato 60 giocatori provenienti da 23 nazioni diverse. Il cambio di locazione ci pone davanti all’incertezza della reale possibilità di crescita dell’evento: San Giovanni è una realtà piccola e il movimento del basket si è raccolto con facilità, speriamo in un’affluenza notevole anche in Riviera».

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