SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le più suggestive poesie della tradizione marinara sono già nella memoria culturale di molti sambenedettesi, ma forse non tutti sanno che i bei componimenti come “Vanne, lancetta mi’…” sono opera di Giovanni Vespasiani (1886-1967). La raccolta “A timpe pirse”, poesie in vernacolo sambenedettese, è stato presentata sabato 7 giugno in Sala Consiliare da Paolo Spinucci, presidente del Pio Sodalizio dei Piceni, che ha curato la ristampa del testo.

Dodici componimenti che racchiudono tutta la quotidianità della vita marinara, tra sofferenze, gioie e la fresca spontaneità del vernacolo sambenedettese.
Il libro è una rarità, presente in sole tre copie disponibili, una a Fermo, una Roma e l’ultima, quella utilizzata per la ristampa, nella biblioteca privata della famiglia Vespasiani.

Hanno partecipato alla presentazione il Sindaco Giovanni Gaspari, Giulietta Capriotti, presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore alla Cultura Margherita Sorge, la presidente del Circolo dei Sambenedettesi Benedetta Trevisani e i figli del poeta.

«Ringrazio il Pio Sodalizio dei Piceni – afferma Giovanni Gaspari – per l’importante e meritoria opera di divulgazione culturale».

La Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni è un’istituzione che conta già quattro secoli di attività. Uno dei primi atti fondativi risale al 1606, e da allora si occupa di sostenere gli studenti marchigiani a Roma, attraverso borse di studio e aiuti concreti.

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