Samb. Un lettore “malato di Samb” come tantissimi altri (il sottoscritto lo è da 55 anni) ci chiede conferme a quanto scritto da un altro lettore e cioè che ieri a pranzo la Samb sarebbe passata di mano ma senza altre notizie tipo le generalità degli acquirenti. Quando si parla o si scrive di “fatto compiuto” è indispensabile usare nomi e cognomi altrimenti non ha senso dirlo con tanta sicurezza e certezza. Gli ricordo che chi commenta ha responsabilità civili e penali come un giornalista ma il suo scritto non può essere assimilato ad un articolo giornalistico come qualche nostro affezionato lettore, erroneamente, crede.
Nel contesto Samb per il quale ci riteniamo, salvo prova contraria, i più seguiti in assoluto, le nostre notizie (come tutte le altre, del resto) non sono mai prive di fondamento. Forse qualcuno di voi è stato disattento ma l’ultima nostra notizia (esclusiva) riguardante la Samb, annunciava un mancato accordo, quello che, probabilmente, sarebbe stato annunciato il 5 giugno scorso. Lo scrivemmo solo noi e la conferenza è stata annullata il giorno dopo, confermando in pratica la nostra “ipotesi”. Insomma, caro “malato di Samb” non dormiano ma nemmeno scriviamo quello che non sappiamo.
Questa la situazione attuale: Massimo Paoloni, romano ma originario di Civitella del Tronto, sarebbe molto vicino alla Samb e, per il momento (mai dire mai in questi casi) senza scheletri (meglio chiamarli “imbrogli”) nell’armadio quindi affidabile. Insomma la trattativa potrebbe stare in dirittura d’arrivo. Sembra che, rimediando ad uno dei pochi errori commessi dai Tormenti, i Paoloni non disdegnerebbero l’ingresso (in minoranza) nelle stanze dei bottoni di imprenditori rivieraschi. Anche in questo caso sarà però importante non commettere errori perché locale non è sinonimo di qualità assoluta, anzi. L’amore per la Samb, la probità e direi anche l’intelligenza e l’umiltà di chi verrà contattato dovrà essere massima: il fatto che in questi giorni si parli del cuprense Sergio Spina (che non è stato però ancora contattato) ci fa ben sperare. Da un esperto come lui del territorio, Paoloni, potrebbe trarne “consigli per altri acquisti”.
Pare che a Teramo, un accordo appena raggiunto tra Paoloni e la società abruzzese, sia stato annullato per un debito “nascosto” di circa 2 milioni di euro. Un po’ come accadeva alla Samb prima che fallisse: quando, chi vi si avvicinava, comprava lo stesso ma con il proposito di farci salire i debiti e non di categoria.

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