CUPRA MARITTIMA – «Da una parte mi fa piacere che Cupra ultimamente attragga molto l’attenzione, ma da l’altra parte mi rammarica, perchè non voglio pensare che sia per il fatto che Cupra è rimasto l’unico paese non di sinistra»: esordisce così il sindaco Giuseppe Torquati alla conferenza stampa di giovedì, riguardante la duna marittima, le concessioni balneari e i lavori urbanistici. «Innanzitutto vorrei specificare che nella costruzione degli edifici, a Cupra sono sempre rispettate le altezze massime, anche se nel corso degli anni sono stati fatte tre eccezioni: per l’edificio ex deposito agrario, per l’ ex-Mobilificio Cuprense e per l’ex edificio scolastico, perchè in questi casi non si consentirebbe il recupero della volumetria esistente».

Poi il sindaco spiega le vicissitudini dello chalet della Ma.no, in fase di costruzione ma sottoposto a sequestro penale nei giorni scorsi: «Stiamo attuando il piano spiaggia approvato nel 2003, ogni piano particolareggiato deve essere prima approvato dal Comune, dalla Capitaneria di Porto, dalla Provincia e dalla Soprintendenza, quindi prima di iniziare a costruire, il progetto viene osservato in modo capillare. – precisa Torquati – Inoltre la zona dove è sorto lo chalet non vi è più duna marittima: lo era in passato, ma fu poi arata dal proprietario. La duna marittima di Cupra si trova a nord, al confine con Massignano, e verrà tutelata addirittura costruendo uno spazio che accolga chiunque voglia usufruire di questa zona».

Prosegue il sindaco: «Cupra può andare fiera dei dodici anni di Bandiera Blu che la denota come completamente balneabile, e della sua situazione del verde che abbiamo sempre contribuito a tutelare. A Cupra infatti cerchiamo di far convivere progresso e rispetto per la natura. Senza dimenticare il vasto patrimonio archeologico di cui è dotata la cittadina, non solo perchè la storia è maestra di vita ma anche perchè potremmo puntare sul turismo culturale».

Torquati passa alle motivazioni che hanno portato al sequestro penale dello chalet: «Ogni stabilimento deve poggiare su una piastra per essere amovibile, in questo caso ciò non è avvenuto, non rispettando il sistema di ancoraggio a terra. Ora si dovranno attendere le prescrizioni dettate dalla Capitaneria di Porto».

Per quanto riguarda i lavori del lungomare il sindaco dice che «è vero, stanno subendo un rallentamento dovuto dal necessario rinnovo di tutti i sottoservizi: fognature, allacci del gas, dell’acquedotto e del collettore fognario, e verranno riconsegnati nei prossimi venti giorni – Torquati conclude – Invece il ponte che sorgerà nel tratto del fosso Sant’Egidio, sarà pronto per l’8 luglio. Purtroppo questi ritardi comportano dei disagi, ma sono sicuro che una volta terminati saranno tutti soddisfatti dei risultati».

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