SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bruno Gabrielli (Pdl) accusa l’amministrazione comunale di immobilismo nella gestione del Centro Agroalimentare, società di cui il Comune è socio di maggioranza (44% delle quote).
«La stasi nel rinnovo delle cariche sociali, che ha motivazioni esclusivamente politiche, nuoce a una realtà che può essere rilanciata, ma che ha bisogno di interventi immediati». Cioè vendita di nuove porzioni immobiliari
interne, come consigliato anche dalla società di revisione in seno all’approvazione del nuovo bilancio.
Dopo un risanamento da record negli ultimi anni con l’amministratore Pietro Censori e il presidente Carlo Cicconi, per pagare le rate del nuovo mutuo bancario contratto per rimodulare l’indebitamento i revisori consigliano la dismissione delle porzioni immobiliari attualmente occupate dal settore ittico: una cessione già sottoposta all’esame dell’assemblea dei soci a marzo 2008.
«La logica attendista non serve – accusa Gabrielli – perciò ho presentato un’interrogazione al sindaco per conoscere le ragioni per cui le due ultime assemblee dei soci sono state sospese e rinviate al momento di affrontare
il rinnovo delle cariche sociali. E per sapere se finalmente sarà convocata la commissione Attività produttive attesa da quasi un anno per affrontare la delicata questione del comparto agro ittico alimentare e le strategie sulla gestione del Centro Agroalimentare»
Gabrielli e l’operatore commerciale del Caap Corrado Di Silverio poi citano alcuni dati per sottolineare il lento declino occupazionale nel Centro di via Valle Piana. Nel settore dell’ortofrutta dal 1997 (anno di nascita del Caap) ad oggi si è passati da 22 a 9 imprese, con un calo da 200 a 40 dipendenti. Il mercato dei fiori è cessato, mentre nel 1997 c ‘erano due operatori. La piattaforma distributiva per le carni non è stata mai creata, e solo il settore ittico ha manifestato stabilità.
Perciò ecco l’accusa: quella del Caap è una grave emergenza occupazionale, seppur meno sentita perchè diluita nel tempo. «Il sindaco Gaspari si impegni per affrontarla».

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