ASCOLI PICENO – «Comprendiamo le ragioni dei pescatori che peraltro sono anche le ragioni di tante altre categorie che vivono di mezzi, automezzi e quindi di benzina e gasolio, ma il fermo pesca di due mesi non sarebbe proprio possibile».
Tuona la Confcommercio per il tramite del direttore Giorgio Fiori sulla protesta dei pescatori per il caro gasolio, e contro la possibile risposta governativa che raddoppierebbe la durata del fermo pesca da un mese (luglio-agosto) a due mesi (giugno-agosto).

«Indubbiamente – aggiunge Fiori – al di là della motivata protesta, ciò metterebbe in ginocchio la categoria dei ristoratori specializzati, penalizzando l’intero comparto turistico».
«Già da anni – aggiunge Fiori – protestiamo per un fermo pesca in piena stagione turistica, che però non andava oltre i 26 giorni ed ora se davvero si intende raddoppiarlo proprio non ci stiamo. La Confcommercio si è subito mobilitata intervenendo per il tramite della propria Confederazione Nazionale e della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sul ministro delle Politiche Agricole e della pesca Luca Zaia, affinché venga scongiurato il blocco totale della pesca ed un fermo eccessivo ed affinché lo stesso ministro Zaia, di concerto con il collega ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola individui piuttosto delle soluzioni per salvaguardare la sopravvivenza delle imprese della pesca, ma anche di quelle della ristorazione e turistiche in genere».
Fiori invita poi a fare fronte comune fra pescatori e ristorazione, contro il carogasolio, invitando l’amministrazione comunale di San Benedetto ad essere solidale con i pescatori (come ha fatto l’assessore Settimio Capriotti) ma anche con i ristoratori.

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