ROMA – Alberto Soldini, dimenticabile presidente della Sambenedettese Calcio per alcuni mesi nel 2006, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma con l’accusa di bancarotta fraudolenta, al termine di complesse indagini di polizia giudiziaria delegate alle Fiamme Gialle dal sostituto procuratore romano Stefano Fava.
Soldini, definito «noto imprenditore romano» nei lanci d’agenzia, in passato era stato indagato per violazioni della legge fallimentare.
Nel corso della sua attività, definita senza mezzi termini “spregiudicata” (a San Benedetto ne sanno qualcosa), sarebbe riuscito ad accumulare un ingente patrimonio immobiliare – spiegano le Fiamme Gialle – e con lo scopo di sottrarre questi beni alle pretese dei creditori avrebbe provveduto prima a cedere alla propria moglie, M. S., l’intero patrimonio e successivamente a simulare la separazione coniugale, trasferendo in modo fittizio la propria residenza in un’altra località.

L’ex moglie di Soldini è stata indagata a piede libero per il riciclaggio di ingenti disponibilità finanziarie provenienti dalle illecite attività del marito.
Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo 14 beni immobili, tra cui un maneggio ed una villa prestigiosa, ubicata in una zona residenziale alle porte di Roma, per un valore commerciale complessivo di circa dieci milioni di euro.

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