CUPRA MARITTIMA – Tra Gheddafi e il maltempo, il turismo cuprense non sembrerebbe passarsela al meglio, in questi primi giorni di giugno. Sul caso dello stabilimento balneare posto sotto sequestro, Giovanna Nobilioni, rappresentante legale della ditta Ma.No. Srl, titolare dello chalet in costruzione, risponde a Pier Giorgio Camaioni, che aveva ironizzato sul prefabbricato come se fosse un avamposto a protezione della spiaggia libica.
«Sono io, la titolare, assieme a mio marito, del chiacchierato chalet ancora in fase di realizzazione a Cupra – scrive la Nobilioni – Svelato dunque il mistero di chi avrebbe osato mettere piede in quel bellissimo angolo di costa adriatica. Queste “marche segrete”… Proprio segrete-segretissime. Non voglio utilizzare ironie-metaforiche alla Nanni Moretti, ma solo pregare il buon senso di chi pensa che il mondo sia ancora piatto. Qui non è arrivato Gheddafi. Ma Colombo».
«E’ inutile, a questo punto – continua la Nobilioni – parlare ancora di promozione turistica, di Riviera delle Palme, di imprenditorialità quando si pensa che screditare con strane metafore il nostro lavoro, pensando che questo sia l’unico metodo per arrivare ai lettori. Mi dispiace. Qui non c’è nessun “Colonnello”. Nessun abbaglio. Nessun mistero».

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