CUPRA MARITTIMA – Dicono sia del “Colonnello” – dietro misteriosa rete di prestanome diplomatici – il nuovo chalet in costruzione a Cupra e appena sequestrato. Incubo architettonico. Sei palme svettanti, direttamente fornite dalla Libia (attecchiscono male, aspetto itterico, già tutte gialle); sagome verticali di tende beduine (in cemento armato, vabbè); cabine corazzate e altissime progettate per Tuareg e Watussi; piazzaletti-postazioni di cannoni e contraerea su fondazioni toste. Deserto di sabbia intorno. Eliminata pure la vegetazione spontanea circostante: ecchediamine, faceva sporco.
Mo’ sto sequestro. Roba penale.
Però: Comune Capitaneria Demanio Forestale hanno preso un abbaglio. Chiaro che non si tratta di chalet!
Il Gheddafi, in segreto accordo con il Pdl e con l’ombra del Pd, proprio per fargli un favore stava costruendo un fortino! Contro gli sbarchi dei clandestini (libici). Posizionato sul mare in zona relativamente desertica, ma vicino ad una “carovaniera” (l’abbacinante autostrada, pardon, pista ciclabile Grottammare-Cupra) e ad una vecchia ferrovia da cui effettuare il rapido trasbordo dei maledetti invasori in un terrificante Cpt.
Vero che un Cpt vicino non c’è, ma il Panettone Palacongressi di Sbt sì che andava benissimo. Tutto calcolato, che pensavate…L’aspetto da chalet? Anche gli altri chalet sembrano – sono – bunker (vedi specialmente gli ultimi, in odor d’inaugurazione): facile organizzare la messinscena. Che figuraccia, adesso. Ma vedrete che lo tolgono presto, il sequestro. Mica vogliono far incazzare Gheddafi.

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