VAL VIBRATA – Il sistema dello smaltimento dei rifiuti attraverso la “Torcia al Plasma” seppure sia una tecnica ancora poco utilizzata nel mondo e soggetta a ulteriori studi e sviluppi, ha già suscitato pareri contrari ad un suo eventuale utilizzo in Italia in sostituzione degli attuali inceneritori.

L’associazione dei consumatori “Dalla parte giusta per la tutela del cittadino” esprime attraverso una nota la sua avversità all’impianto, il cui prototipo verrà presentato nel corso del convegno “Riduci, riusa, ricicla” che si terrà mercoledì 4 giugno dalle ore 18,30 presso l’Auditorium di Ancarano.

«Sull’inceneritore a torcia al plasma, denominato anche “thor” – spiega Settimio Ferranti, presidente dell’associazione – nonostante le chiacchiere di politici, tecnici e lobby nazionali ed internazionali, non tutto ci viene raccontato in maniera chiara come invece dovrebbe essere».

«Questi impianti producono fumi con probabili nanopolveri pericolose che vengono immesse nell’aria che noi tutti respiriamo, anche dopo la vetrificazione della materia in concentrazioni indeterminate. Non è da escludere che le molecole contenute nei fumi possa altresì ricombinarsi con gli elementi ed i gas già presenti in atmosfera, innescando reazioni chimiche che possono dar luogo a quello che tecnicamente viene definito inquinamento indiretto. La Torcia al Plasma, essendo un impianto di nuova generazione, è ancora soggetta a studi scientifici e tecnici volti a capire quali saranno le reali conseguenze di questi processi di trasformazione nel corso degli anni».

L’associazione Dalla Parte Giusta propone in alternativa all’utilizzo di qualsiasi impianto di smaltimento dei rifiuti “a caldo” l’incentivazione in ogni Comune della raccolta porta a porta spinta, l’attuazione di strategie per il trattamento dei rifiuti “a freddo” e politiche innovative per la riduzione alla fonte dei rifiuti stessi, come già accade in diverse città del mondo, tra cui San Francisco negli Stati Uniti e Camberra in Australia, dove viene attuata la strategia “Rifiuti Zero”, attraverso cui i rifiuti prendono vie alternative alla discarica e all’inceneritore.

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