Samb. Non sappiamo ancora se la società rossoblu nel prossimo torneo sarà ancora dei Tormenti o di altri. Probabilmente la famiglia di Martinsicuro passerà la mano in un momento calcisticamente storico per la Riviera delle Palme.
Dieci anni fa intorno alla Samb c’era il vuoto: le squadre rivierasche giocavano al massimo in prima categoria con qualche sporadica presenza in Promozione che al massimo durava un paio di anni. Il Grottammare, allora Robur, giocava in seconda categoria, la capofila Samb in serie D. Oggi abbiamo Grottammare e Centobuchi in serie D, Cuprense in Eccellenza, Porto d’Ascoli in Promozione con una caratteristica unica in comune: tutti i loro tifosi sono anche e principalmente accesi tifosi della Sambenedettese Calcio. Insomma il loro dna è rossoblu.
Quale occasione migliore per creare tutte insieme un progetto nel quale la Samb avanzi di categoria con le altre quattro formazioni a fare da serbatoio e da satelliti. Progetto nel quale potrebbero trarne beneficio tutte.
Le quattro società dovrebbero iniziare da questo momento a creare una sinergia economica e tecnica con un settore giovanile comune nel quale far crescere giocatori di loro proprietà. Credo, correggetemi se sbaglio, che si possa fare tra una società professionistica e società dilettantistiche. Potrebbe nascere un pool da far invidia a tante altre società calcistiche italiane.
A prima vista potrebbe sembrare un progetto utopico ma se i cinque presidenti si mettono intorno ad un tavolo per discuterne con trasparenza e spirito di reciproca convenienza questa mia proposta potrebbe rappresentare finalmente il volano per traguardi finora mai raggiunti come lo sono quelli attuali delle località satelliti sambenedettesi. Insomma tutti per una (la Samb), una per tutte.
Secondo me è un’occasione da non perdere perchè potrebbe risultare fautrice di una lunga permanenza a questi livelli, mai raggiunti prima. Una condizione indispensabile (è possibile: la Pro Sesto gioca in casa da sempre il sabato) anticipare al sabato le gare casalinghe di Grottammare, Centobuchi, Cuprense e Porto d’Ascoli e la domenica tutti a vedere la Samb. I loro dirigenti potrebbero, con un sistema di piccole quote societarie, partecipare alla conduzione strategica, tecnica ed economica della Samb stessa.
Se non si pensa insieme ad un qualcosa del genere, non avrà senso che i vari dirigenti, Samb compresa, si lamentino poi di non avere la forza economica di portare avanti… una squadra alla volta. Il progetto lo chiamerei “Riviera delle Palme Football“.

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