CUPRA MARITTIMA – Prosegue il percorso tra gli albergatori di Cupra Marittima: stavolta è Iano Verdecchia, uno dei titolari della pensione “Castello” di Marano, il Paese Alto della città

Cosa prevede per la stagione turistica?

«È difficile fare previsioni, visto che da qualche anno a questa parte i clienti non prenotano più con largo anticipo, ma telefonano poco prima dell’arrivo. L’unica cosa certa è che ormai non esistono più i turisti che si fermano da noi per un mese: oggi prediligono le vacanze “mordi e fuggi”, che durano appena un fine settimana».

Qual’è il suo giudizio, invece, sul 2007?

«È andata bene la bassa stagione, forse per via dei prezzi in parecchi hanno preferito giugno. Per il resto una volta passato ferragosto non avevamo molte presenze».

Che tipo di turista sceglie il suo albergo?

«Famiglie, coppie di mezza età o coppie giovani con bimbi piccoli. Con l’esperienza ho potuto constatare che quando i figli diventano grandi spingono le famiglie a scegliere altre mete per la loro estate. Successivamente quando gli stessi figli sono diventato autonomi e vanno in vacanza da soli, i genitori tornano a Cupra».

È soddisfatto di come Cupra gestisce il turismo?

«L’Acot fa del suo meglio per promuovere il paese ed è un’impresa eroica visto che mandano avanti tutto da soli. Il problema è che manca la collaborazione da parte di molti che non capiscono l’importanza del turismo. Inotre Cupra dovrebbe puntare di più sull’archeologia e valorizzare la malacologia. Un circuito culturale archeologico si traformerebbe in un turismo scolastico e culturale di ampio raggio. Oggi chi va in vacanza vuole anche scoprire il territorio, le risorse risorse storico-artistiche e i paesi dellì’entroterra».

Cosa suggerirebbe per cambiare le cose?

«Di ricordarsi che Cupra viene scelta per li verde, le colline e il mare, quindi una cementificazione selvaggia rischia di deturpare quelli che sono i nostri punti di forza. Bisognerebbe presentarsi in modo diverso ai turisti, con più cura delle isole pedonali, maggiore pulizia e migliorando il centro con qualche negozietto in più. Inoltr un paese turistico come il nostro non può permettersi di avere a maggio ancor ai lavori in corso».

Cosa pensa di Saggi Paesaggi, recentemente conlcusa, che ha visto molte esibizioni culturali svolgersi a Marano?

«L’iniziativa è valida e di qualità ma il periodo era sbagliato. Durante i ponti del 25 e del 1° maggio la gente è abituata a fare scampagnate ed era difficile attirare l’attenzione qui al Paese Alto. Negli stessi giorni c’erano poi altri eventi che richiamavano una vastissima fetta si adi turisti che di popolazione dei paesi limitrofi».

Marano è giustamente valorizzata?

«È molto apprezzata da chi viene da fuori ma forse i cuprensi stessi non comprendono appieno le potenzialità del Paese Alto. È stato fatto molto ma c’è ancora molto da migliorare, ad esempio le mura castellane stanno crollando. Bisogna poi continuare con le iniziative che portano visitatori a Marano così un giorno magari si potranno aprire piccole attività commerciali: negozi che vendono prodotti tipici o souvenir, allargando il circuito economico».

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