CUPRA MARITTIMA – I consiglieri di Minoranza di “Impegno per Cupra” hanno mosso delle osservazioni in merito alla realizzazione del Polo Scolastico, riguardo sia la procedura di project financing sia l’area degli edifici scolastici. Per quanto riguarda il project financing i consiglieri sostengono che «non è stato rispettato il principio di libera concorrenza: è stata presentata infatti una sola proposta da parte di un’impresa locale». Secondo la minoranza «l’avviso dello stesso project financing non ha rispettato i 60 giorni di pubblicazione sull’Albo Pretorio comunale, non è stato pubblicato sul sito del comune di Cupra né inviato all’Osservatorio delle Autorità per la vigilanza e la procedura di project financing è stata attivata senza che la Provincia avesse stanziato i fondi necessari – proseguono i consiglieri – Inoltre la stima effettuata sugli immobili non corrisponde al reale valore di mercato, quindi potrebbe risultare un danno erariale, e non è vero che gli attuali edifici scolastici non assolvono più a funzioni di interesse pubblico in quanto tuttora utilizzati». Per questi motivi la minoranza ha chiesto all’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici di controllare la procedura di project financing del nuovo Polo Scolastico. L’Autorità di Vigilanza ha successivamente attivato una procedura di verifica del project financing, trovando conferma di alcune illegittimità.

Sulla realizzazione degli edifici invece, i consiglieri affermano che la zona dove andrà a costruirsi il nuovo polo scolastico «è un luogo di interesse archeologico, perchè molto vicino alle mura Mignini (ruderi di epoca romana) e risulterebbero inoltre presenti dei reperti nel sottosuolo».

Circa l’area dove, al posto dell’attuale scuola, si andranno a costruire fabbricati destinati ad uso residenziale ed abitativo, secondo Calvaresi e compagni «non sono rispettati i limiti previsti dalla legge di densità edilizia, altezza e distanza fra i fabbricati. Infatti: la densità fondiaria del futuro edificio risulta di 5,86 metri cubi è in contrasto con il limite di 5 metri cubi previsto per i paesi con meno di 50 mila abitanti; l’altezza di 19 metri (equivalenti a sei piani) del nuovo edificio è in contrasto con la legge dato che l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare quella degli edifici già esistenti o circostanti, a meno che non facciano parte di piani particolareggiati, o convenzionati, sempre rispettando i limiti di densità fondiaria. Senza contare che un intervento di queste dimensioni, ovvero due piani interrati e sei piani fuori terra, è un operazione “fuori scala” rispetto al luogo in cui dovrebbe sorgere».

Il gruppo “Impegno per Cupra” inoltre esprime la sua preoccupazione circa la falda acquifera superficiale presente nell’area interessata che potrebbe comportare problemi di stabilità degli edifici vicini durante le fasi di scavo.

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