SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una spiaggia sambenedettese più ampia e sicura dal rischio dell’erosione, un fondale del porto più profondo e più sicuro per le imbarcazioni, da anni alle prese con il rischio di incagliamento.
Bilancio positivo per le operazioni di dragaggio del porto e di ripascimento dell’arenile, appena concluse dopo due mesi di lavoro.
LE CIFRE I dati presentati dai tecnici del Genio Civile Opere Marittime di Ancona sui lavori eseguiti dalla ditta Gregolin di Venezia parlano di 75 mila metri cubi di sabbia già prelevata dai fondali all’imboccatura del porto e immediatamente all’esterno del molo nord. Di questi, 65 mila metri cubi sono stati distribuiti lungo i 2100 metri del litorale, 10 mila metri cubi distribuiti lungo gli 800 metri di spiaggia della Riserva Sentina. Un piccolo rimedio per una zona che dal 1961 ha perso 120 ettari di terreno, e per la quale sono in corso studi per trovare un sistema antierosione compatibile con la Riserva.
Altri 20 mila metri cubi dopo i carotaggi sono stati giudicati non compatibili con la spiaggia perché inquinati, e saranno sistemati in una cassa di colmata all’esterno del molo nord. Si tratta di una zona delimitata da scogliere, impermeabilizzata, che sarà una sorta di piccolo molo, l’embrione del terzo braccio del porto previsto fin dal 1968.
Quei ventimila metri cubi di sabbia inquinata sono stati individuati e delimitati mediante un sistema di zonizzazione, e saranno prelevati nei prossimi giorni da un pontone. Niente più tubi in spiaggia, dunque.
In totale alla fine delle operazioni il prelievo di sabbia sarà di 95 mila metri cubi, un’operazione costata un milione e mezzo di euro alla Regione Marche, mai fatta a San Benedetto.
Il litorale in media si è ampliato di 40 metri in profondità, con punte anche di 80 e 100 metri in alcune spiagge. Il fondale del porto è stato portato da 4,50 metri a 4,80 di profondità.
Quanto durerà l’innegabile effetto virtuoso? I tecnici hanno risposto così: «Ogni due o tre anni c’è bisogno di ripulire l’imbocco del porto. L’erosione ci sarà di nuovo, ma ora abbiamo ridato alla spiaggia una percentuale di quel materiale che il Tronto non porta più sulla costa». Il litorale ora sarebbe più “equilibrato” e resistente alle correnti rispetto a prima.
I RITARDI I lavori sono partiti con qualche ritardo per colpa dei ricorsi delle ditte escluse dall’appalto. Ma la gara è stata approvata con i ricorsi pendenti, sottolinea il comandante della Capitaneria di Porto Luigi Forner. «E comunque sono lavori che d’inverno non si possono fare. Inoltre la draga ispiratrice, non avendo motore, può lavorare solo con il mare calmo».
Il sindaco Gaspari e gli assessori Canducci e Capriotti hanno lodato tempestività e professionalità della ditta appaltatrice. Canducci, alle domande della stampa sulla prolungata presenza dei tubi neri in spiaggia, ha risposto dicendo che «anche quando è stata costruita la Basilica di San Pietro, quello che si vedeva nel cantiere non era bello».
Gaspari invece ha negato che ci siano stati danni d’immagine nel vedere tubi e collinette inconsuete sul litorale: «E’ un lavoro che andava fatto, e che è storico per la città. E poi molti chalet e molti alberghi ancora oggi sono chiusi, quindi si vede che la stagione turistica non è ancora iniziata».
Presente alla presentazione dei dati anche l’assessore regionale all’Ambiente Gianluca Carrabs: «San Benedetto è stato precursore nell’utilizzare il dragaggio del porto per renderlo sicuro e praticabile dalle imbarcazioni e utilizzare, per il ripascimento delle spiagge, la sabbia dragata compatibile, mentre quella incompatibile impiegata per le casse di colmata. Siamo riusciti a dare una risposta con una sola azione amministrativa, attraverso la sinergia delle istituzioni: ministero dell’Ambiente, Regione e Comune».

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