SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alessandro Pignoletti e la Cisl, un binomio che non funziona. Il sindacato infatti fin dal primo momento è stato critico con l’imprenditore portabandiera della cordata Green Garden, affittuaria della Foodinvest di Porto d’Ascoli.
Per quale motivo? Come risponde il segretario provinciale della Fai Cisl Alberto Andreani a quella frangia di lavoratori che lo accusa di voler ostacolare l’imprenditore che dopo molte settimane li potrebbe far tornare dentro lo stabilimento di via Verbania e quindi a produrre?
Andreani esordisce così: «Noi puntiamo al ripristino e alla salvaguardia dei lavoratori, del resto io personalmente ho anche un fratello lì dentro. Vogliamo che la Foodinvest torni a produrre, ma con un piano industriale serio».
Cosa significa? «Senza la massima trasparenza non possiamo appoggiare nulla, vogliamo garanzie puntuali sul riassorbimento dei lavoratori e finora non le abbiamo avute. E poi trasparenza anche sulla cordata. Quali sono i grossi nomi che Pignoletti dice di avere alle spalle? Se lo sapessimo avremmo un approccio diverso».
Pignoletti, che ha presentato delle fidejussioni bancarie per l’affitto dei macchinari e dello stabilimento, finora sarebbe stato l’unico nome a farsi avanti concretamente nella intricata situazione: «E allora? – risponde Andreani – ci sono vari modi per salvare un’azienda. Gli operai hanno un anno di cassa integrazione, in questo periodo trovare progetti seri per un’azienda con questa tecnologia e professionalità non era affatto impossibile».

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