ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Raffaele Tassotti, consigliere provinciale della Democrazia Cristiana per le Autonomie.
La maggioranza di sinistra che sostiene il presidente Rossi sta consumando le ultime ragioni, o meglio gli ultimi pretesti, per stare ancora insieme su una zattera malconcia che ogni giorno rischia il definitivo naufragio. L’ultimo Consiglio di giovedì 22 maggio è stato rivelatore di tale situazione su uno dei punti che dovrebbe rivestire una importanza fondamentale, dal titolo “Una possibile strategia dal basso per sostenere l’economia della provincia di Ascoli Picena a breve e medio termine”.

Tale è, infatti, il titolo di un documento a cui il presidente Rossi ed i suoi interlocutori hanno dedicato ben tre anni di riflessioni per cercare di elaborare un modello di sviluppo capace di sostenere l’economia reale del Piceno che da anni subisce in modo violento i contraccolpi di una globalizzazione con chiusura d’imprese, delocalizzazione, migliaia di posti di lavoro perduti ed una sensibile diminuzione delle ricchezze e del benessere dei cittadini.

Ebbene su tale documento, evidentemente ritenuto insufficiente, è stato proposto un ordine del giorno integrativo da parte di alcuni consiglieri di maggioranza e gli stessi, in sede di dibattito hanno presentato un ulteriore documento d’integrazione all’integrazione. Avere le idee confuse quando si amministra vuol dire fare danni che poi tutti i cittadini andranno a pagare. La riprova dell’inutilità di tale iniziativa è stata inoltre sottolineata nell’ambito della stessa maggioranza da alcuni consiglieri che hanno precisato che i contenuti del deliberato riguardano solo il territorio di Ascoli e non quello della nuova provincia fermana, come dire che hanno approvato (ma non con il voto di tutti i consiglieri di maggioranza) solo un mezzo documento che dovrebbe contenere le prospettive di sviluppo dell’economia ed il benessere dei cittadini.

La minoranza soprattutto con il capogruppo di An-Pdl, Vittorio Crescenzi, e in un accorato intervento del sottoscritto, ha chiesto il ritiro dell’ordine del giorno per presentarne uno in cui una riflessione condivisa avrebbe certamente formulato proposte di maggiore credibilità, ma l’invito è stato seccamente rifiutato. Quello della maggioranza di sinistra che sostiene il presidente Rossi di Rifonduzione Comunista, o di quello che ne rimane, è un metodo della politica che già a livello nazionale è stato sonoramente bocciato dagli italiani, ci auguriamo quindi che anche i Piceni facciano la stessa cosa la prossima primavera.

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