SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il nostro lettore Massimo Gasparrini lancia un’idea per la zona del Ballarin, che riportiamo nella lettera che segue. Un’idea sulla quale invitiamo a discutere i lettori di Rivieraoggi.it, facendo una dovuta precisazione: l’idea di un acquario al Ballarin non è nuova, ma sembra non realizzabile per una questione di vincoli urbanistici: in sostanza, il Comune ha goduto di un diritto di prelazione nell’acquisto della zona dal Demanio, in cambio della permanenza dell’attuale vincolo di “verde sportivo”.
Comunque il progetto esposto dal lettore e le sue ricadute economiche e turistiche sono degne di discussione; ci sono altre zone della città che si adatterebbero.

Ecco la lettera:

«Gentile Redazione,
approfitto della vostra disponibilità per lanciare alcune idee per la nostra città, che mi farebbe piacere potessero giungere anche all’attenzione dell’amministrazione comunale e dell’architetto che si occuperà del progetto Ballarin.
Invece di realizzare opere faraoniche a San Benedetto e di utilità ancor tutta da dimostrare (come quella del dopo Ballarin), si pensi prima a realizzare le opere più semplici ma allo stesso tempo utili veramente a tutti (più parcheggi, asfalto degno di una città, segnaletica stradale, sempre visibile, impegno vero presso la Regione per un ospedale che, prima di fornire le cosiddette “eccellenze” tipo neurochirurgia, garantisca la qualità delle prestazioni primarie, dare un degno futuro all’area Palacongressi, incrementare la politica delle piste ciclabili, della raccolta differenziata, impegnarsi come istituzione pubblica a far sì che gli enti che fanno il turismo a San Benedetto (hotel, ristoranti, bar, chalet, musei) garantiscano servizi di qualità al passo con i tempi.
Lancio un’ultima idea: al posto del glorioso stadio Ballarin, costruiamo un mega Acquario Marino, di proprietà pubblica, ai livelli di quello genovese, quindi all’avanguardia, che ospiti le specie ittiche più rare e per questo curiose d’Italia, una struttura cioè che potrebbe avere molteplici risvolti positivi per la collettività:
1) con il ricavato del biglietto d’ingresso (bastano 2 euro a persona), le casse comunali avrebbero grandi introiti, spendibili per il bene comune;
2) si pensi d’estate, e non solo, se la struttura acquista un nome a livello nazionale, a quanta gente potrebbe visitarlo. Considerando che il turismo nostrano è prevalentemente di tipo familiare, tutte le famiglie in vacanza darebbero la possibilità ai propri figli di vedere dal vivo le bellezze del mare.
Ad un basso prezzo (per esempio dieci euro a famiglia) e a quattro passi dall’hotel. Vi immaginate quanta gente la sera, invece di andare al solito Luna Park o a prendere il gelato sul Lungomare, o di dire “ma a parte il mare che c’è a San Benedetto da fare di bello?” visiterebbe volentieri il tempio del mare? E il Comune incasserebbe.
3) I positivi risvolti inoltre riguarderebbero anche la nostra collettività: si darebbe vita finalmente a San Benedetto ad un’attività culturale di valore che porterebbe, in collaborazione con la locale Università di Camerino, alla eventuale nascita di centri di studio e ricerca marina, di enti che si occupino appunto della qualità della vita delle specie ittiche, della vita marina. E tutto ciò, non per ultimo, creerebbe notevoli posti di lavoro. Questa non è un’idea faraonica, ma un’idea che nasce dalla considerazione del potenziale della nostra realtà e di come si potrebbe sfruttarlo intelligentemente».

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