ASCOLI PICENO – Si conclude, con il seminario finale che si terrà all’auditorium comunale di San Benedetto del Tronto il prossimo 27 maggio, il progetto “Diritto d’Accesso“, pensato per mettere in campo percorsi d’inclusione nella vita sociale e lavorativa di vittime della tratta e, più in generale, di persone escluse o in via di esclusione. Il programma di inserimento lavorativo si sviluppa all’interno dell’iniziativa comunitaria “Equal” che lo ha finanziato, il cui scopo è quello di promuovere la sperimentazione di approcci e politiche innovative per contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel mercato del lavoro.
«La nostra Provincia si distingue da tutte le altre per il forte impegno nella lotta alla tratta degli esseri umani – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali Licia Canigola – Una Provincia attenta e vigile che ha sempre partecipato a progettazioni nazionali e internazionali assumendo anche un ruolo di monitoraggio e di verifica. La tratta è un problema più diffuso di quanto non si creda anche nella nostra zona e riguarda non solo la prostituzione ma anche e soprattutto lo sfruttamento sul lavoro».
Attraverso questo progetto la Provincia ha sperimentato percorsi innovativi di inserimento e di inclusione socio-lavorativa e ha allargato la rete di contatti che si era già creata tra le sue stesse strutture e servizi (Osservatorio Politiche Sociali, Centro Polivalente per l’Immigrazione, Centri per l’Impiego e la Formazione) coinvolgendo anche l’associazione “On the Road“, la Questura, gli ambiti territoriali sociali, la LegaCoop e Confindustria.
Sono stati attivati dodici percorsi di inserimento socio-lavorativo, denominati “formazioni pratiche in impresa”, di cui cinque destinati a donne e sette a uomini. Cinque di queste dodici esperienze si sono concluse con un’assunzione a tempo indeterminato nella ditta in cui si sono sviluppate mentre altre due persone hanno firmato un contratto di lavoro atipico. Solo in due casi il percorso si è interrotto e i soggetti sono usciti dal progetto, mentre chi non è stato assunto alla fine del periodo di formazione, ha comunque intrapreso percorsi formativi o lavorativi alternativi.
Un’esperienza nel complesso più che positiva che, oltre a rafforzare i legami esterni della Provincia con il territorio e in particolare con l’imprenditoria locale, ha dato la possibilità di sperimentare una metodologia di lavoro integrata tra diversi servizi che, avendo riscosso un buon risultato, potrebbe diventare una “buona prassi” da adottare per il futuro.

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