GROTTAMMARE – Se i Comuni Virtuosi puntano maggiormente alla consapevolezza ambientale, alla sostenibilità ed allo stile di vita, alla condivisione di progetti ecosostenibili, l’obiettivo della Rete del Nuovo Municipio è di creare un progetto politico che «valorizzi le risorse e le differenze locali promuovendo processi di autonomia cosciente e responsabile, di rifiuto della eterodirezione del mercato unico» per una democrazia partecipata.

La Rete del Nuovo Municipio nasce nel 2002, come si legge nel manifesto d’intenti, «è una diversa e più avanzata forma della democrazia» che promuove il rapporto tra democrazia diretta e rappresentata come un’alternativa al governo gerarchico del territorio, utilizzando le energie sociali. Come dire che il Comune sei tu.

Ma non solo chiacchiere: l’obiettivo è quello di realizzare qualcosa di concreto, per questo i processi partecipativi strutturati sono inseriti negli statuti comunali.

Prendiamo qualche esempio concreto: «Il Comune favorisce la partecipazione democratica di tutti i cittadini alle attività di promozione dello sviluppo civile, sociale ed economico»; a tal fine si promuovono «organismi di partecipazione dei cittadini», «il collegamento dei propri organi con le strutture di partecipazione di quartiere o di frazione», «assemblee di quartiere e di zona sulle principali questioni sottoposte all’esame degli organi comunali». (articolo 24).

Oppure : «Il Comune ispira la propria azione alla finalità di dare pieno diritto all’effettiva partecipazione dei cittadini» (articolo 3), «Promuove la costituzione di un organismo di partecipazione, con finalità generali» (articolo 30/3), e che questi «hanno il diritto di assumere tutte le informazioni sullo stato degli atti, di intervenire nei procedimenti che li interessano e di fornire autonomamente proposte, pareri e suggerimenti» (articolo 30/7).

La partecipazione dei cittadini viene anche pubblicizzata «Il Comune ha la finalità di tutela e promozione dei diritti di partecipazione dei cittadini» (Articolo 1/5), si promuovono «assemblee di quartiere e di zona sulle principali questioni» (articolo 21) e «organizza la consultazione dei cittadini anche in forme differenziate ed articolate» che debbono «garantire in ogni caso la libertà di espressione dei partecipanti» (articolo 22).

Sembra un miraggio?
Gli stralci di statuto comunale appena citati non sono poi tanto lontani da noi, anzi.
Appartengono rispettivamente ai Comuni di Grottammare, Ripatransone ed Altidona e sono liberamente accessibili sui rispettivi siti comunali.

Fra i firmatari della rete del Nuovo Municipio, infatti, per la Provincia di Ascoli Piceno ci sono Massimo Rossi (ex Sindaco, ora Luigi Merli), e la Giunta in carica del Comune di Grottammare; Paolo D’Erasmo, Sindaco del Comune di Ripatransone, Luigi Meconi, Segretario del Comune di Altidona. Purtroppo l’elenco è “aggiornato” al 2004.

L’esperienza di Grottammare è quella più approfondita e prolungata, tanto da suscitare interesse e da essere presa come punto di riferimento dalle amministrazioni che intendano avvicinarsi al sistema partecipativo della Perla dell’Adriatico.

Nove sono i libri che hanno parlato dell’esperienza grottammarese nella democrazia partecipativa, in cui viene descritta come “Grottammare: capitale italiana della partecipazione”, “Democrazia deliberativa, innovazione Istituzionale e sviluppo locale: il caso di Grottammare”; fra gli altri, una ricerca internazionale finanziata dai sindacati tedeschi e realizzata dal Centro Marc Bloch di Berlino in cui Grottammare è indicata come una delle prime esperienze europee in tema di Bilancio Partecipativo – 2007, oltre il dvd “Grottammare l’altra città possibile”, scritto e diretto dal giornalista Vittorio Longhi e realizzato da “immirù”, citato anche fra i “Materiali delle buone pratiche partecipative” della Rete del Nuovo Municipio.

Per informazioni http://www.nuovomunicipio.org/

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