SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ leggendo la scritta “ Alberto ciccione ”, sul muro di un palazzo, che ho avuto conferma di quanto il sovrappeso possa essere motivo di scherno da parte dei compagni e, considerando che 1 bambino su 3 è in sovrappeso e 1 su 10 è obeso, sono dati che fanno riflettere.
Se studi recenti hanno confermato che l’obesità è su base genetica, sono altre le cause del sovrappeso, più o meno marcato, in tanti bambini già dalla primissima età.

La maggior parte dei bambini mangiano male a casa, quando sono dai nonni e quando vanno ai fast-food.
Non conoscono il sapore di molti frutti, di quasi tutte le verdure e dei legumi. Se consumato, il pesce è senza spine: bastoncini di merluzzo impanati o calamari. Il minestrone non piace perché è a pezzi… ma non piace neppure passato. Come frutta, semaforo verde solo a fragole, ciliegie e cocomero. La spremuta di arance va giù solo se c’è aggiunta di zucchero. Le patate? Meglio se fritte. Buono il prosciutto cotto, molto meno la carne. Adorano le cotolette e le patatine, bevono bevande zuccherate anche ai pasti. Al dolce della nonna preferiscono le merendine e nel pomeriggio, aspettando la cena, gli spuntini diventano più di uno.
A scuola, per merenda, scelgono panini, pizza, patatine o snacks e non un frutto o uno yogurt! Causa di una prima colazione assente: in preda alla fame, non basterebbero a saziare.

L’importanza della prima colazione è soltanto uno dei tanti interessanti temi trattati dagli esperti della Società Italiana di Obesità, in occasione del IV Congresso Nazionale, in programma in questi giorni, a Firenze.
Prevenzione e cura sono necessari per affrontare il problema dell’obesità e gli interventi coinvolgono non solo il mondo scientifico, ma anche la politica e l’industria alimentare.

Purtroppo, si tende a far mangiare i bambini, quanto e cosa vogliono; se il cibo piace, doppia porzione, se non piace, non ha importanza, c’è qualcos’altro.
Tutto questo non è educativo e l’educazione a tavola è una questione di salute, da piccoli e da grandi. Le calorie sono troppe rispetto il fabbisogno e l’equilibrio dei nutrienti è a rischio.

I bambini, per di più, sono troppo sedentari e non amano camminare; si usa sempre la macchina, anche per brevi spostamenti. Poi i compiti, il computer, la mancanza di spazio per i giochi all’aria aperta e la fobia dei mille pericoli in strada, non aiutano a garantire la giusta attività fisica quotidiana. Non bastano però le due ore settimanali di piscina, basket o danza! È necessario essere consapevoli che questi comportamenti ( errate abitudini alimentari e scarsa attività fisica ) vadano corretti al più presto e questo, naturalmente, è compito dei genitori in quanto l’ambiente in cui il bambino sviluppa e consuma le proprie abitudini alimentari è generalmente quello famigliare, pur restando la scuola e le molte campagne di educazione alimentare luoghi e mezzi per lanciare messaggi corretti.

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