SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Blitz dei Carabinieri in Comune per prelevare le copie dei documenti e delle pratiche urbanistiche inerenti la questione di piazza San Pio X.
In seguito all’esposto presentato pochi giorni fa alla Procura di Ascoli dal consigliere del Pdl Bruno Gabrielli, i militari dell’Arma sono stati attivati per prelevare dagli uffici comunali il materiale necessario all’inizio delle indagini. L’arrivo in Comune intorno alle 12 di giovedì mattina.
Gabrielli aveva sollevato dubbi di legittimità riguardo alla strategia dell’amministrazione comunale per realizzare la piazza nel quartiere Marina di Sotto concludendo l’annosa trattativa con i proprietari dei terreni di fronte alla chiesa.
Questa la reazione a caldo del sindaco Gaspari, dopo la “visita” a sorpresa degli uomini in divisa negli uffici comunali. «Noi andiamo avanti per la nostra strada, la scelta politica per giungere all’accordo con i privati rimane quella di un Piano particolareggiato. Abbiamo abbandonato la scelta dell’esproprio fatta dall’amministrazione precedente, di cui faceva parte Gabrielli».

E poi una critica all’operato dell’esponente del centrodestra: «Se uno sceglie di fare politica con gli esposti, faccia come vuole, ma è una scelta che si può anche ritorcere contro a chi la adotta. Negativa comunque rispetto al nuovo clima politico che sembra esserci in Italia. Ma noi siamo del tutto tranquilli, aspettiamo con fiducia l’esito delle indagini».
Il timore dei cittadini, a questo punto, potrebbe essere quello di avere una situazione di stallo, che allontanerebbe ancor di più l’attesa piazza.
Bruno Gabrielli, l’autore dell’esposto, non è di questo parere: «Mi sono attivato proprio per sbloccare una situazione che languiva. Dal dicembre 2004 il Comune non ha fatto nessun atto ufficiale per sbloccare quella situazione, i documenti richiesti dalla Provincia per la variante che approvammo non sono mai stati mandati. Ho presentato gli esposti (alla Procura e alla Corte dei Conti, ndr) proprio perché ritenevo la situazione non più tollerabile».
Ora i cittadini del quartiere Marina di Sotto, oltre a confidare nell’accordo fra il Comune e i proprietari di quei terreni, hanno anche un’altra speranza in testa: che i tempi delle indagini non siano eccessivamente lunghi.

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