Dal settimanale Riviera Oggi numero 728


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’istituzione del Parco Marino del Piceno, cioè di quell’area marina protetta nella fascia costiera compresa tra Porto Sant’Elpidio e Alba Adriatica, il cui iter va avanti da diversi anni e che sembra finalmente giungere a conclusione, ha accolto nel tempo consensi e critiche. Con la gara del mondiale Powerboat P1 che si è svolta a San Benedetto del Tronto dal 9 all’11 maggio sono riaffiorate le polemiche perché un evento come quello del mondiale di off shore, che ha rappresentato per la nostra città un’importante vetrina nazionale e internazionale, per molti risulterebbe incompatibile con il Parco Marino. Sì, perché 45 bolidi con motori turbodiesel da 900 cavalli non potrebbero invadere un’area che si estenderebbe verso il largo fino a tre miglia dalla costa e che, per sua stessa formazione, dovrebbe preservare e conservare le specie animali e vegetali e le singolarità biologiche.
Dunque riaffiora il diverbio: in nome di un’importante visibilità per la città si può sacrificare il bene dell’ambiente o viceversa, in nome dell’ambiente possono venire a mancare occasioni importanti per la Riviera delle Palme?
Abbiamo chiesto ai cittadini cosa pensano dell’area protetta del Piceno e della sua istituzione. Con grande sorpresa abbiamo riscontrato che, eccetto qualche anziano marinaio, quasi nessuno è a conoscenza del progetto Parco Marino. Probabilmente la comunicazione fatta dalle istituzioni coinvolte non è stata delle migliori?
«No, non so cos’è il Parco Marino – ammette la giovane Maika Vervena – ora che ne vengo a conoscenza penso sia una cosa positiva».
«Neanch’io ero a conoscenza dell’area protetta del Piceno – ci dice il suo amico Giuseppe Testa – però sono d’accordo. Il Power Boat comunque è stata una bella manifestazione, ha messo in rilievo San Benedetto, anche se credo non abbia favorito l’ambiente».
«Comunque – aggiunge Floriana Amato – secondo me è meglio tutelare il mare, ma tanto si sa che si guarda sempre al profitto».
Proseguiamo la nostra inchiesta e incontriamo due ragazzi che, diplomatici e concilianti, suggeriscono l’ipotesi di combinare entrambe le cose. «Secondo me – ci dice Carla Vulpiani – si dovrebbero trovare delle zone in cui sia possibile fare gare di Powerboat». «Sì, lo credo anch’io – aggiunge Matteo Polidori – alla fine sono due cose positive, andrebbero conciliate».

Incrociamo poi alcuni anziani signori e ci bastano poche battute per capire che vengono dal mare, simpatici reduci di una vita passata dentro le imbarcazioni, da pesca e non. Appena accenniamo all’argomento della nostra inchiesta siamo investiti da una valanga di opinioni e di pareri, sanno cos’è il Parco Marino e hanno le idee ben chiare a riguardo. «Il Parco Marino è una bella cosa – ci spiega il marinaio in pensione Antonio Spina, con la saggezza dei suoi 79 anni – perchè protegge la distanza di tre miglia ed è importante per la ripopolazione del pesce. L’off shore non è assolutamente conciliabile con il Parco Marino, ci si può rinunciare». «Anche perché – aggiunge Emidio Feliziani – ci sono tante altre belle manifestazioni che possono esser fatte al posto del Powerboat, ad esempio una gara di barche a vela». A loro si aggiunge anche il signor Giuseppe Di Cola, convinto fautore dell’istituzione del Parco Marino «perché c’è bisogno di una riproduzione degli animali acquatici, altrimenti i nostri figli che pesce mangeranno più?».
Sembra proprio che questa area marina protetta del Piceno sia gradita ai cittadini, non riusciamo a trovare una persona che ne contesti la sua istituzione. Anche Alessia Bianchini e Adele Coccia sono favorevoli. «Sì, se dovessimo scegliere preferiremmo più avere il Parco Marino che le gare di Powerboat».
Scettico è invece il salernitano Enzo Matola, a San Benedetto da 14 anni per lavoro. «Sono anni che sento parlare del Parco Marino, non credo verrà istituito e se lo fosse porterebbe con se un gran numero di problemi, se in questa città è difficile trovare una cabina telefonica che funzioni figuriamoci se si riesce a realizzare un Parco Marino».

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