SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rifondazione Comunista prende di nuovo le distanze dalla politica della giunta sulle regole per gli chalet.
Pur se con qualche distinguo interno al Pd, la maggioranza è d’accordo: per questa estate è consentito installare tetti suono e strutture per la ristorazione nella fascia fra i 25 e i 35 metri dal lungomare. Attrezzature da rimuovere a fine estate; e per il 2009 un nuovo Piano Spiaggia.
Primavera, il rappresentante di Rc in giunta voterà il provvedimento?
«Settimio Capriotti non lo voterà. Ma non si dica che Rifondazione è contro gli operatori balneari. E’ stato proprio Capriotti a spingere per il ripascimento dell’arenile. Il punto è un altro. Che differenza c’è tra chi, come il Pd martinsicurese, si rammarica per l’apertura disposta dal centrodestra di nuovi chioschi sulle spiagge libere lamentando la perdita di spazi pubblici, e il Pd sambenedettese? Noi temiamo che da noi ci sia una vicinanza eccessiva alle richieste della Confesercenti, che in questo caso sfocia in una piena subalternità».
Non volete essere visti come il partito del no, ma quali proposte avete per la politica turistica?
«Noi vogliamo che il lungomare pulluli di attività, ma c’è un contesto da capire, e con queste norme invece si elude questa possibilità. Abbiamo un numero altissimo di concessioni balneari e molti chalet sono piccolissimi. Renderli stretti e lunghi non serve. Così ogni chalet potrà avere 80-100 metri quadri coperti da adibire a superficie di somministrazione. Un totale concedibile di più di 10 mila metri quadri aggiuntivi, la superficie di due campi da calcio, o di una pista ciclabile larga due metri e lunga cinque chilometri. Una dimensione impressionante sia da un punto di vista ambientale, perché il mare si vede sempre meno dal lungomare, che da quello degli equilibri commerciali».

Temete la concorrenza degli chalet-ristorante verso le attività ad ovest delle ferrovia. Questa è una vostra posizione nota da tempo. Ma la norma non obbliga gli operatori a fare i ristoratori (comunque è un servizio per i turisti), possono anche fare musica installando tetti suono, o realizzare zone per i bambini.
«In teoria sì, ma per i piccoli chalet il ristorante è l’attività meno dispendiosa e più remunerativa. Però non ho mai visto turisti affamati vagare in cerca di un posto dove mangiare. In pochi anni il numero di chalet che fanno ristorazione è aumentato esponenzialmente. Vedete, noi non siamo i comunisti contro la proprietà privata. Ci preoccupiamo degli imprenditori, ma anche di quelli che hanno un bar o un ristorante in centro, e che pagano fior di soldi per l’occupazione del suolo pubblico. Invece qui pare che la concorrenza sleale valga solo per i piccoli negozi di alimentari, che di sera devono chiudere. Sarebbe bene che chi volle le ruspe in spiaggia nel 2007 si impegni anche per far garantire gli standard di igiene in tutte le concessioni che fanno da mangiare».
Gaspari ci ha garantito che non saranno tollerate le “cabine cambuse”. E che nel 2009 ci sarà una nuova normativa generale per gli chalet, più vicina alle esigenze del turismo moderno.
«Speriamo che in quell’ambito se ne parli. Vorrei dire però che Rifondazione vorrebbe la stessa solerzia anche per il Piano Casa, l’emergenza abitativa è grande, mentre non mi risulta che ci siano concessionari di spiaggia in fallimento».
Cosa intendete quando parlate di mancanza di una visione d’insieme?
«Si vuole una città turistica moderna o una città dormitorio che per tre mesi ha solo il lungomare? Io credo che queste ultime decisioni vadano nel secondo senso».

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