Samb. Il tempo passa e sarebbe il caso che i rapporti tra Samb Calcio e Comune, tra Samb Calcio e tifosi, tra Samb calcio e il suo futuro si delineassero in maniera chiara. Si dicono tante cose ma quello che effettivamente gli sportivi sambenedettesi vogliono è questo:
1– una società che porti avanti il progetto iniziato dai fratelli Tormenti (se direttamente loro meglio ancora ed anche più semplice), che non faccia passi più lunghi delle proprie gambe ma che li faccia in direzione di investimenti concreti sul parco calciatori: per esempio acquistando a cifre anche consistenti, ma relative al rischio che si corre, giovani grandi promesse del circondario battendo la concorrenza di club importanti: quel Rossi del Siena, se non sbaglio, è un ragazzo di Castel di Lama.
2– l’acquisto mirato (senza svenarsi è possibile) di un difensore, due centrocampisti ed un attaccante di provata esperienza in serie C, offrendo loro contratti e prospettive importanti.
3– iniziare una politica di riavvicinamento tra tutte le componenti della tifoseria che negli ultimi anni hanno cercato più una visibilità propria che quella della Sambenedettese stessa (l’esasperato protagonismo è alla base dei molti problemi che attualmente ha il pianeta calcio). Mettere sul tavolo un obiettivo comune che dovrebbe semplicemente prevedere campionati da primi dieci posti. Il resto, la promozione in B nei prossimi due-tre anni, lo farebbe l’ambiente, la storia, l’amore che la città ha per il simbolo Samb che, ripeto, non rappresenta una semplice squadra di calcio.
4– una cosa che già fa ma che da sola non basta: curare in modo particolare il settore giovanile magari dotandolo di strutture più adeguate. Per quest’ultimo aspetto serve un aiuto del Comune che verrebbe naturale dopo che la società sportiva abbia dato per prima l’esempio con investimenti (dico investimenti) inizialmente consistenti sul progetto da realizzare. L’esempio da seguire è l’Albinoleffe, la speranza per la quale non vedo però spiragli sarebbe quella di trovare un milardario innamorato dei colori rossoblu come sta accadendo a Sassuolo con il titolare della Mapei.
Non è difficile capire che il governo cittadino deve attenersi ai desiderata dei suoi cittadini-elettori e non potrà tirarsi indietro quando i dirigenti rossoblu avranno un consenso dominante che, purtroppo, in questo momento non c’è.
I Tormenti, secondo me, hanno tutte le carte in regola per ottenerlo. Prima, però, che le distanze aumentino.

Credo di aver elencato necessità abbastanza semplici che però, per dirla in cifre, non posso precludere da un esborso come minimo milionario sulle casse societarie. Perché si presume che chi compra la Samb ha certe possibilità legate ad un rischio economico che non debba, in ogni caso, incidere sulla propria attività. Il tutto è legato agli obiettivi che la città ritiene proporzionali agli stimoli necessari per andare a vedere la propria squadra. Per la Samb il posto giusto è la serie B poi se si salva ai play out o all’ultimo secondo tutti felici e contenti. E’ questo forse un concetto che qualcuno stenta a capire assumendosi la grossa responsabilità di voler cambiare la storia. Impossibile.

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