SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa si attende il Comune dal progetto della Fondazione Carisap per la zona Ballarin? Cosa debbono pensare i cittadini, visto che al momento a quanto ci risulta persino l’ente presieduto da Vincenzo Marini Marini non è a conoscenza dell’essenza architettonica del progetto?
Sulla vicenda del vecchio stadio risponde così il sindaco Giovanni Gaspari: «Intanto va sottolineato quanto sia stato importante riuscire ad acquisire l’area Ballarin dal Demanio. L’acquisto è stato perfezionato, ora penseremo alla donazione modale alla Fondazione, la quale interverrà mantenendo la destinazione urbanistica di “verde sportivo” che ci è valsa il diritto di prelazione nell’acquisto dell’area».
Cosa bisogna aspettarsi in concreto, però? La città è curiosa, ansiosa, un monumento della storia calcistica (e non solo) sta per lasciare il posto a cosa?
«Un’opera pubblica, conforme alla destinazione del luogo. Per il resto non abbiamo la presunzione di dire all’architetto Tschumi come disegnare l’opera. Bando ai provincialismi», risponde il primo cittadino.
«Quella del Ballarin è una grossa opportunità per San Benedetto – continua – un’opportunità di avere un’opera pubblica in un contesto, quello portuale, nel quale ci potrebbero essere novità non indifferenti. Penso ad esempio allo studio del Nomisma sull’eventualità di realizzare una società di trasformazione urbana, commissionato dal sindaco Martinelli. L’8 maggio ci hanno consegnato il loro secondo rapporto, ora li inviteremo a relazionare».
Per inciso, durante l’ultimo Consiglio comunale il sindaco ha affermato che la relazione del Nomisma era sembrata «un po’ debole».

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