Da Riviera Oggi n. 727

MONTEPRANDONE – La nostra indagine alla scoperta delle strutture turistiche del Piceno prosegue nel Comune prandonese. Questa settimana ascoltiamo Ermetina Mira dell’hotel San Giacomo: «Non posso parlare di un bilancio positivo per il 2008, la mia attività è ormai radicata nel territorio e non mi posso lamentare, ma non vedo una progettazione a lungo termine nel settore turistico».

La titolare lamenta una mancata collaborazione tra gli operatori turistici e soprattutto non vede una «giusta promozione del territorio: mancano le iniziative, si promuovono le singole città, mi riferisco a San Benedetto e Ascoli, senza pensare ai paesi dell’entroterra. Occorre dare spazio alle peculiarità del territorio, non possiamo pensare di attrarre dei turisti senza farci conoscere».
L’hotel San Giacomo è aperto anche d’inverno, ma, afferma la signora Mira, «risentiamo della crisi che investe tutto il nostro territorio: le aziende della zona industriale di Centobuchi ci fornivano i clienti per il periodo invernale, ma ora non possiamo contare più su queste presenze. Anche gli stranieri, se non conoscono Monteprandone non verranno mai nel nostro hotel».

Una promozione che coinvolga tutta la Regione? «Occorre lavorare in sinergia. Bisogna superare la tendenza tipica degli operatori turistici piceni a chiudersi pensando di riuscire da soli a promuovere la propria struttura. A Monsampolo, Monteprandone e Offida – conclude Ermetina Mira – abbiamo cercato di puntare sulla nostra tradizione culinaria e ci siamo associati con la “ Cucina dello spirito”. Ma la nostra attività imprenditoriale da sola non basta. Serve una valorizzazione del territorio che provenga da organi istituzionali in grado di investire risorse per promuovere la cultura, la tradizione e la gastronomia dei nostri splendidi borghi medievali».

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