SANT’OMERO – Disposti ad incatenarsi a turno davanti all’ospedale per manifestare contro l’abbandono della struttura: è questo il senso dell’appello che si legge in un manifesto diffuso in molti qualche giorno fa in molti locali pubblici della Val Vibrata e all’interno dello stesso ospedale di Sant’Omero dopo la decisione dei dirigenti Asl di ridimensionare ulteriormente il reparto di ortopedia – già privo di un primario e con personale insufficiente – chiudendo la relativa sala operatoria e di accorpare gli altri reparti in vista del periodo estivo.

Ormai si è pronti a tutto pur di costringere i responsabili del degrado in cui versa l’ospedale Val Vibrata a prendersi l’impegno – magari anche solo spinti dalla forzata esposizione mediatica – di porre un rimedio al drastico ridimensionamento che sta subendo la struttura sanitaria e a cui non sono sottratti nemmeno gli altri tre ospedali pubblici della provincia di Teramo. E se la Regione rischia il commissariamento per via dell’enorme debito pubblico generato dal colabrodo della Sanità a cui non si riesce a far fronte, è pur vero che i tagli per contenere le spese non dovrebbero essere effettuati nel teramano, che ha solo quattro ospedali a fronte dei dodici in media delle altre province, tra cui numerose cliniche private che ricevono finanziamenti pubblici.

Difficile capire le scelte politiche della Regione e le motivazioni dei dirigenti Asl che, interpellati, di volta in volta declinano puntualmente ogni diretto coinvolgimento, in un continuo rimbalzare di responsabilità e di frasi costruite, volte a rassicurare l’opinione pubblica su un sistema sanitario locale che seppure ridimensionato, è comunque efficiente.

Salvo poi che se un cittadino deve prenotare una visita in ospedale si trova con liste d’attesa lunghe anche 6 o 7 mesi, e se si ricovera non ha diritto ad un’assistenza adeguata per via della drastica riduzione del personale che è stata portata avanti negli ultimi tempi.

A Sant’Omero, l’ultima manovra per l’accorpamento dei vari reparti ha fatto scattare l’esasperazione di comitati cittadini che da anni si battono per la difesa della struttura ospedaliera e per un servizio migliore reso agli utenti: da qui l’appello ad incatenarsi per attirare l’attenzione dei media e degli organi politici nazionali, visto che quelli locali – sindaci, consiglieri provinciali e regionali – seppure sollecitati molte volte, non hanno manifestato una seria volontà ad intervenire.

«Premesso che la grave carenza del personale medico ed infermieristico – si legge nel manifesto – sta affievolendo sempre più la funzionalità dell’ospedale Val Vibrata, che le forme di protesta effettuate dai cittadini della Val Vibrata e le numerose firme raccolte dal “Comitato per la salute” non hanno ottenuto un benché minimo interesse da parte dei politici regionali e delle amministrazioni comunali, si propone una forma di protesta violenta, tanto da indurre i media e tutti gli organi di informazione pubblica nazionale e regionale ad indagare su quanto sta accadendo, per far arrivare la nostra protesta agli organi di governo nazionale. Siamo stufi – si legge ancora – di pagare le tasse regionali per sanare le malefatte dei politici con le cliniche private».

Nel manifesto quindi viene lanciato l’appello per la ricerca di volontari – personale medico, infermieristico ed amministrativo dell’ospedale, cittadini della Val Vibrata, sindaci, assessori, politici provinciali – che siano disposti ad incatenarsi a turno davanti all’ingresso dell’ospedale di Sant’Omero.

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