Pagliare-Porto d’Ascoli 0-1

PAGLIARE (4-4-2): Cicconi, Zebri (56′ Cestini), Fioravanti M, Aloisi, Ciribè, Castelli (76′ Ottaviani), Konica H, Chiappini, Seghetti, De Berardinis, Fioravanti A (61′ Pierantozzi). A disposizione: Konica S, Palumbo, Diomede, Di Nicolò. Allenatore: Pierantozzi

PORTO D’ASCOLI (4-3-3): Marinelli, Fiorino (76′ Berganzi), Sansoni, Flipponi, Novelli, Piergallini, Di Girolamo (89′ Rossi),Maurizi, Di Filippo, Perozzi, Orefice (85′ Straccia). A disposizione: Induti M, Induti A, Quondamatteo, Sgattoni. Allenatore: Deogratias.

ARBITRO: Marconi di Fermo.

ASSISTENTI: Perri di Macerata e Morganti di Ascoli.

MARCATORE: 19′ Orefice.

PAGLIARE DEL TRONTO – Urlo liberatorio al triplice fischio: il Porto d’Ascoli stacca il biglietto per la finale play off. Orefice regala la vittoria ai biancocelesti, sua la rete che ha deciso l’incontro con il Pagliare, che all’andata aveva pareggiato 1-1 al Ciarrocchi.

Partita maschia sin dalle prime battute. Bisogna attendere il quarto d’ora prima di annotare un’azione: sciabolata di Di Filippo con Cicconi che si salva in angolo. Tre minuti dopo il Porto d’Ascoli passa in vantaggio: tocco di Filipponi per Orefice, il quale lascia partire un sinistro che non perdona.

Reazione immediata dei padroni di casa con un rasoterra di Castelli, Marinelli blocca. Insistono i locali: Seghetti in velocità supera prima Novelli poi Sansoni, scarica un diagonale che lambisce il palo. Al 44′ Konica prova a pareggiare dalla distanza, ma il tiro è alto.

Nella ripresa i ragazzi di mister Deogratias soffrono il pressing avversario difendendo con i denti il vantaggio. Al 62′ punizione di Aloisi, Chiappini a botta sicura trova la saracinesca abbassata, Marinelli manda in corner. Il Porto d’Ascoli al 74’prova a chiudere la pratica: scambio Orefice-Di Filippo con quest’ultimo che manda di un niente a lato. Dieci minuti più tardi l’ex Chiappini allarga per Aloisi, destro da dimenticare.

Gli ultimi minuti vedono un’azione per parte: prima è una punizione di Perozzi a sfiorare l’incrocio sul primo palo, poi è Pierantozzi di testa a mancare la specchio della porta.

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