SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Declino formalmente ogni responsabilità se la Regione Marche decide di togliere i 200 mila euro già assegnati alla Riserva Sentina per la rinaturalizzazione del fosso collettore»: dalle parole di Pietro D’Angelo traspare il fastidio per il lento coordinamento fra gli enti pubblici coinvolti nel progetto di pista ciclabile nella Sentina.
Il presidente del comitato d’indirizzo dell’Oasi, zona umida rurale tutelata da una legge regionale, teme che la Regione possa riprendersi quei 200 mila euro stanziati nel 2004 destinati alla rinaturalizzazione del fosso collettore, il canale consortile che rappresenta il confine nord della Riserva.
«Siamo in una fase molto arretrata della progettazione – dice D’Angelo – quei fondi regionali, come tutti i soldi dati alla Riserva, se non vengono investiti entro quattro anni dalla loro assegnazione devono essere restituiti alla Regione. Considerando che dopo la consegna del progetto passerà altro tempo per la valutazione di impatto ambientale, se non ci sbrighiamo per dicembre non se ne fa nulla».
Il progetto è il seguente: una pista ciclabile che parte da un nuovo piccolo ponte da realizzare sul canale, all’altezza del sottopasso di via dell’Airone; un tracciato ciclabile che arriva nella Riserva, attraversandola in modo parallelo al mare fino alla foce del Tronto, risale l’argine e conduce fino al depuratore idrico e alla zona San Giovanni, al confine con l’Abruzzo.
Fra progettazione, lavori, piccoli espropri e rinaturalizzazione del canale collettore, l’investimento sarà alto: 850 mila euro (600 mila per la pista a carico della Provincia di Ascoli, 250 mila per il canale, di cui 50 mila a carico del Comune di San Benedetto).
Il capogruppo dei Verdi Andrea Marinucci, a proposito della rinaturalizzazione, ricorda anche sarà l’occasione per smantellare una vecchia condotta fognaria che provocava ristagno di acqua e habitat di zanzare.
Venerdì mattina, D’Angelo e Marinucci hanno partecipato a una conferenza dei servizi in Comune, alla presenza del presidente della Provincia Massimo Rossi, degli assessori provinciali e comunali Maroni e Canducci, tecnici dei due enti e del Ciip, il gestore del ciclo integrato delle acque.

Nell’incontro si è fatto il punto sulle scadenze da rispettare: entro il 15 giugno le istituzioni dovranno presentare un progetto preliminare per il percorso ciclabile (compito della Provincia) e per la rinaturalizzazione del fosso collettore (compito del Comune).

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