Samb. Alcuni lettori hanno sollecitato un mio DisAppunto sulla decisione di vendere la Samb espressa recentemente dal presidente rossoblu Gianni Tormenti. Eccoli serviti.
Premetto che tra i tanti commenti che abbiamo ricevuto, mi ha colpito di più quello di un tifoso che, nei momenti in cui la Samb era in bilico, sperava in un passo falso casalingo che desse il via ad una forte contestazione nei riguardi dei Tormenti. E’ vero, questo presupposto c’è stato almeno 4-5 volte quest’anno ed in tutte quelle circostanze la Samb ha vinto e convinto. Devo dedurre che quel tifoso è uscito dispiaciuto dallo stadio per la mancata sconfitta? Mi auguro di no.
Ma passiamo al sodo: la tesi generale è che la famiglia Tormenti non ha le possibilità (o non vuole averle) di passare da due anni transitori a quei corposi investimenti necessari per tentare la scalata alla serie B. Una tesi (è anche la mia) abbastanza realistica anche perché appoggiata da tifosi che per tutto lo scorso campionato hanno difeso l’operato degli imprenditori marchigiani-abruzzesi. Sportivi e tifosi sicuramente più apprezzabili di chi ha criticato con un bel po’ di prevenzione e sperato che i risultati non dessero ragione all’attuale proprietà.
Io però vorrei provare a far cambiare idea alla famiglia Tormenti.
Il calcio che definirei “non di serie A” sta attraversando un momento drammatico che porterà in tempi brevissimi a decisioni drastiche come due gironi di serie B e l’eliminazione (nel vero senso della parola) di chi non ha rispettato e non rispetterà tutte le norme, quelle economiche prima di tutto. Per chiarirmi: chi non si comporta come hanno fatto finora i Tormenti che hanno rischiato tantissimo (come ricordava quel tifoso un po’ menagrano) anteponendo la certezza dei bilanci a quella dei risultati.
Non essendo io un mago, essendo io abituato ad attenermi ai fatti e non alle sensazioni, non sapendo se dietro la decisione dei Tormenti ci sia qualcosa di poco chiaro (mi auguro e spero di no) legata alla mancata approvazione del project financing, ritengo che sbagliano a vendere in un momento in cui, molto probabilmente una seria conduzione economica porterà anche… a risultati sul campo. E cioè all’arrivo in serie B per le società sane, quelle cioè che non hanno barato per cercare di vincere i campionati. E’ anche ora che ciò succeda (per la Samb sarebbe la prima promozione a tavolino contro, per esempio, le tre dell’Ascoli Calcio) se non si vuole la fine del calcio.
E’ il motivo per cui consiglierei un po’ di pazienza ai fratelli Tormenti ed un “azzardo” economico minimo ma serio (diciamo un investimento vero) per il prossimo torneo, posizionandosi sui bordi del fiume, in attesa di veder passare i cadaveri degli avversari calcistici più scorretti. Se non dovesse andar bene, i sambenedettesi capiranno e saranno con loro.
Spero di essere stato esauriente.

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