SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Confcommercio chiede di consentire il “lavoro a chiamata” per le attività di tipo turistico, che concentrano il loro lavoro principale nei giorni di festa o nei fine settimana. La legge 247/2007 ha infatti abrogato il lavoro “a chiamata”, anche se per il settore turismo è stata data la possibilità di riattivare questo genere di strumento attraverso la contrattazione collettive o integrativa.
«La Confcommercio – evidenzia il direttore provinciale Giorgio Fiori – si è subito mobilitata per risolvere il problema attraverso un accordo sindacale regionale, ma se questo inspiegabilmente non si definirà entro il corrente mese, provvederemo ad effettuare, anche nell’interesse di tanti che attendono di essere rioccupati, singoli accordi sindacali aziendali».
«Restano comunque salve – aggiunge Fiori – le assunzioni di “lavoratori extra e surroga” per l’esecuzione di speciali servizi solo se di durata non superiore a 3 giorni, ma questo non risolve il problema per tanti albergatori e concessionari di spiaggia».
Sul fronte dei contratti a termine (o a tempo determinato) sono state introdotte diverse novità dalla predetta legge 247, quali quello del limite di 36 mesi di contratto presso lo stesso datore di lavoro, ma almeno questo limite non si applica, per fortuna, alle imprese turistiche stagionali, intendendosi per tali quelle con chiusura di almeno 70 giorni continuativi o 120 non continuativi nell’anno. Con l’occasione la Confcommercio ricorda alle imprese turistiche che per ogni ulteriore chiarimento in merito ci si può rivolgere al proprio Servizio Amministrazione del Personale, presso la Sede di Ascoli Piceno ovvero di San Benedetto del Tronto (Tel. 0735.780823).

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