SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Vendo la Samb anche con il Riviera a norma». Sembra deciso come non mai il presidente della Samb, Gianni Tormenti, a disfarsi della società che due anni fa salvò dal fallimento.

Presidente, è ancora determinato a vendere la Samb?

«Assolutamente sì».

Ci sono stati dei contatti con possibili acquirenti? Se sì, sono del posto? C’è stato un incontro?

«Qualcuno si è dimostrato interessato ad acquistare la Samb e ha fatto dei piccoli sondaggi. Per una questione di riservatezza e di correttezza, non faccio nomi e non rivelo la provenienza. Non ci sono ancora stati incontri veri e propri: i miei fratelli torneranno da Dubai domani o al massimo sabato, ci riuniremo e valuteremo insieme il da farsi».

E con l’Amministrazione Comunale, che si è detta disponibile a ricevervi, ci sono appuntamenti in programma?

«Anche da parte nostra c’è la massima disponibilità ad un incontro con l’Amministrazione, ma anche in questo caso, aspetto il ritorno dei miei fratelli».

Se ci fosse l’agibilità per un Riviera a 14.500 spettatori, la maggior parte dei problemi sarebbero risolti?

«Intanto vorrei precisare che il decreto Amato non stabilisce che la messa a norma degli stadi spetti alle società, bensì specifica che spetta alle società che godono di convenzioni pluriennali e la Samb non è tra queste. Il problema non è per i 14.500 spettatori, la mia preoccupazione riguarda soltanto l’agibilità del Riviera. Lo stadio a norma sarebbe un problema in meno, ma non cambierebbe la mia idea di vendere la Samb. Siamo rimasti male del fatto che il Comune non si sia degnato di avvisarci che non avrebbe nemmeno preso in considerazione il nostro progetto, quando lo sapeva benissimo già da prima che lo presentassimo».

Cosa succederebbe nel caso non riuscisse a vendere la Samb entro il 10 giugno?

«Andremo avanti. Con una contrazione degli investimenti? Al momento non lo so: la situazione è tutta da valutare».

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