SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rapinavano e aggredivano, poi rientravano tranquilli nel loro appartamento a Porto d’Ascoli: ma l’avventura di tre albanesi (Mariglen A., 28 anni, clandestino; Bruno A, 21 anni, clandestino; Astrit P., 24 anni, già espulso lo scorso dicembre) è finita per merito dell’operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Benedetto, condotta nella mattina del 13 maggio.
Ad insospettire le forze dell’ordine sono state le segnalazioni di alcuni vicini circa un movimento notturno non regolare nell’appartamento di via dei Laureati, che gli stessi Carabinieri controllavano per via delle tapparelle costantemente abbassate e le luci, contemporaneamente, sempre accese. I tre albanesi – ma i Carabinieri di San Benedetto e di Alba sta nno ricercando anche un ulteriore connazionale, che sarebbe la “mente” del gruppo – che sono attualmente nel carcere di Marino del Tronto, sarebbero stati gli autori di una efferata aggressione compiuta nella notte dello scorso 11 maggio, alle 1,30, ai danni di un residente della Provincia di Teramo che, mentre sostava con la propria automobile nel tratto della Bonifica del Tronto, prossimo alla rotatoria per Monsampolo, era stato assalito da due uomini travestiti e armati di bastoni (pezzi di stecche da biliardo) che lo hanno rapinato di circa 2 mila euro e di un computer portatile (l’uomo è stato poi soccorso da un passante e curato all’ospedale di Sant’Omero, dove hanno applicato punti di sutura al capo e al volto).
Il 13 maggio, nel corso di un articolato e movimentato blitz, i militari hanno fatto irruzione nell’appartamento di via Laureati (preso in fitto da una moldava della quale, in queste ore, si sta valutando la situazione), trovando all’interno, oltre che ai tre albanesi, la refurtiva della rapina e altro materiale elettronico (Tv Lcd e al plasma, sistemi di amplificazione home theatre, telefoni cellulari), ritenute provento di altri furti, probabilmente realizzati nella zona del teramano.
Le attività di indagine, coordinate dal Sostituto procuratore presso il Tribunale di Ascoli Piceno, dottor Umberto Monti, e che hanno visto operativi gli uomini dei Carabinieri alla guida del Capitano Giancarlo Vaccarini e del Tenente Massimo Di Lena, si stanno ora concentrando per valutare le connivenze di cittadini italiani che consentono ai clandestini, in cambio di ottenere alloggio, lavori di copertura e mezzi, di operare nel campo della criminalità.

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