SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Attenti al nichel, e soprattutto alle allergie provocate da questo metallo, che, all’aspetto, appare bianco argenteo; appartenente al gruppo del ferro, viene ampiamente utilizzato, perché pur essendo duro risulta essere malleabile, duttile e lucidabile.

Purtroppo, l’allergia al nichel è una delle più diffuse allergie da contatto, oltretutto in costante aumento, soprattutto nei paesi industrializzati e sono per lo più le donne a farne le spese, a causa della sempre maggiore diffusione dell’uso di bigiotteria.

Il nichel solfato si trova in numerosissimi oggetti metallici di abbigliamento (bigiotterie, bottoni, fibbie, cerniere lampo, cinture, orecchini…), di uso casalingo (forbici, utensili di cucina…) o professionale medico, chirurgico, odontoiatrico, nonché in monete, maniglie, chiavi, cinturini di orologio, oro bianco, argento e amalgama, detersivi, fertilizzanti, insetticidi e fungicidi, molti cosmetici e tinture per capelli, inchiostri e liquidi per fotocopiatrici, colori per vetro e ceramiche, coloranti per cuoio e pelli. La strategia d’intervento si basa sulla prevenzione, evitando il più possibile il contatto con oggetti che lo contengono.

Anche l’ingestione di alimenti contenenti nichel (per lo più vegetali), può aggravare la dermatite o essere responsabile dell’orticaria ed escluderli trova non poche difficoltà di attuazione, in quanto il nichel è presente in numerosi alimenti: cacao, cioccolato, liquirizia, arachidi, nocciole, mandorle, aringhe, ostriche, asparagi, lattuga, rabarbaro, spinaci, pomodori, carote, cavoli, broccoli, funghi, cipolle, lenticchie, fagioli, piselli, soia, farina integrale e di mais, granoturco, avena, uva passa, pere, prugne, kiwi, tè, vino, birra, cibi in scatola, lievito artificiale, margarine e grassi vegetali idrogenati o non (il nichel è usato anche come catalizzatore nell’idrogenazione degli oli).

Si consiglia di cucinare utilizzando pentole smaltate, in teflon, alluminio o pirex e preferire il più possibile cibi preparati in casa evitando i prodotti industriali.

L’ulteriore restrizione del contatto con gli oggetti che contengono nichel, per esempio l’uso di guanti o l’utilizzo di acqua oligominerale anche per la preparazione e cottura dei cibi, per l’eventuale presenza di solfato di nichel nell’acqua di acquedotto, così come un’ eventuale terapia iposensibilizzante, potranno essere richieste dallo specialista, se necessario, valutando il caso specifico.

L’allergia si manifesta principalmente con una dermatite da contatto di tipo eczematoso, quasi sempre in seguito al contatto con gli oggetti metallici.

Ma il nichel può anche essere responsabile di sintomi respiratori, orticarie con prurito generalizzato, angioedemi, eritemi diffusi e disturbi a carico dell’apparato gastroenterico (derivati dalla maggiore sensibilità nei confronti del nichel e dalla percentuale tollerata).

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