SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Secondo il coordinamento comunale di Forza Italia il Piano particolareggiato per l’area San Pio X è la riproposizione tal quale di uno dei Prusst pensati dalla seconda amministrazione Perazzoli a fine anni novanta.
Tradotto: la trattativa fra Comune e proprietari dei terreni in zona Marina di Sotto che dovrebbe portare a dotare il quartiere di una piazza, secondo Gabrielli, ripropone l’idea di accordo pubblico privato che poi l’amministrazione Martinelli bocciò, anche con il voto di alcuni esponenti del centrosinistra contrari alla pianificazione urbanistica “a francobolli”.

«Sono convinto che si tratti della stessa tipologia di accordo. Come farà Gaspari a farlo accettare ai suoi alleati, alcuni dei quali bocciarono i Prusst in Consiglio comunale quando passarono all’opposizione? Per fare la piazza sono solo due i proprietari terrieri con cui trattare, non i 14 con cui tratta il sindaco».
Il capogruppo di Forza Italia ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per segnalare il ritardo nell’applicazione di una delibera dell’amministrazione Martinelli che prevedeva l’esproprio dei terreni per fare la piazza.
Ci sono idee diverse nell’opposizione consiliare: l’Udc infatti non condivide la strada dell’azione legale proposta da Forza Italia. E lo sostiene in una nota firmata dal segretario comunale Luigi Orlandi e dai consiglieri Marco Lorenzetti e Giuseppe Nico: «Non condividiamo la politica degli esposti e denunce, né quando al governo c’era Martinelli né ora con il sindaco Gaspari. Preferiamo il dibattito arricchito dalle idee e dal confronto politico, che il freddo ricorrere ad esposti e denunce che rischiano di fare più danni alla città dei ritardi burocratici. Anche la Piazza San Pio X deve essere oggetto di scelte politiche che perseguono interessi generali dei cittadini, su tali scelte siamo pronti a confrontarci auspicando che i ritardi causati dal ricorso alla magistratura ordinaria non rischino di far slittare le scelte di vent’anni. Le piazze delle nostre chiese sono ambiti di aggregazione sociale determinanti alla crescita della società, su queste scelte daremo il massimo impegno».

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